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|    alt.fan.noam-chomsky    |    Founded cognitive approach to politics    |    62,757 messages    |
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|    Patrizio Marozzi to All    |
|    Quantoquaq    |
|    11 Mar 21 23:27:08    |
      From: marozzi.patrizio@gmail.com              Certo come c’è la natura per questo futuro. Così il competere perche si       elabora una teoria e su ciò si disputa per averla pensata. O per dire di       possedere una conoscenza, si può forse dire ch’è un poco da svitati.       Quando pratico allora cerco        anche di risolvere secondo il caso e di necessità si può immaginare virtù.       Allora mi vedo e mi evidenzio con questo accadere, lo immagino non nuovo, ma       sicuramente forse più ampio e rinnovato. Dico della molteplicità dei suoni e       delle lingue parlate e scritte. Tanto che nell’ultimo decennio, vedo come se       si fosse formata        una fucina in tal senso, come in certo luogo del mondo potrebbe dirsi ovunque       si verifico in Italia dopo i fulgidi dell’impero di Roma, e che di già per       una certa connotazione, ancora un quanto limitata era fortemente assorbente.       Così nei secoli        seguenti la terra Italica à sviluppato la sua assorbenza e differenziazione       d’uso, tanto che la fonetica, viene evidenziata nel segno per similitudine,       propria del segno stesso e non della sua diversa fonetica per interpretazione.       In sostanza la        visibilità del tempo e del suo rapporto nel linguaggio è sempre generativo.       Cosicché alcune volte in questo nuovo tempo, l’improprio tempo del vocabolo       non cosiffatto sembra anteporre la sua immagine alla sua generazione. Sia nel       significato che        nella traslitterazione. Ora in questo amorevole, imbastitura un poco dico       amorevole imbastardita, mi vien sovente gioco forza spontaneo dover fare una       doppia traslitterazione. Una generativa verso il linguaggio italiano e uno per       conformità al termine dâ       €™uso così di un altro elaborato linguistico. Il secondo è ovvio che mi è       statico, mentre il primo acquisisce la differenziazione lingua t       aslitterazione. Sia come proprio del termine in uso che come sviluppo nel       linguaggio in italiano. Ora per tale        modo vedo evidente che non soltanto l’italiano sta assordendo nuova fonetica       per esprimere anche cose nuove, o altri sinonimi. Ma questo mi fa intendere       ch’è in atto una nuova fucina linguistica mondiale. Quanto sono       meravigliosi i traduttori, anche        se io, come italiano mi trova un poco in una nuova doppia fase, per alcune       lingue più di altre, come già detto. I traduttori permettono a tutti di       esservi e differenziarsi e in certo modo vedere e conoscere. Insomma è       un’opera buona. Sia per i suoni        che per le forme.       Così quindi riassumendo velocemente, si può evidenziare una certa grammatica       linguistica, che poggia già in certo latino generativo. Anche vi è in parte       per le lingue indoeuropee o asiatiche quelle poste nell’ideogramma. Non è       un caso per esempio        che si pensi a certo cinese come se si confacesse meglio con l’inglese, che       viene con un grammatica periodale latina. O che per certa percezione, per       questo del rumeno, che à molti termini omofoni l’italiano, sentano       l’inglese più vicino loro del        francese. Mentre io per esempio, quando la fonetica inglese si allontana da       quella latina, faccio sforzo memonico per utilità di tali termini e poi       dimentico, ma mi sembra ugualmente di avere una vicinanza e comprensione anche       se mi parlano in un'altra        lingua. Così quindi se per connaturata espressione, trovo lo spagnolo, o il       messicano, che credo abbia una grammatica del latino evoluta ma la parola è       latino antico, o il portoghese o espressioni di tutto il mondo latinizzato       vicine. Non posso non        notare che la fonetica dell’italiano sia della lingua che di tutte le       sedimentazioni storiche che ci sono ormai da millenni, nell’italico suolo,       sono quasi tutti suoni elaborati dal mondo che ben prima dei media a praticato       il suolo italico. Anche        quello dell’amore dove si parla di meno e si fa di più?       Ora e in sostanza ci si ascolta e si fa comprensione, per questo momento che       si è fatto evolutivo e dinamico. Del resto per esempio nel medioevo il       linguaggio orale era pieno di poliglotti. Ora volendo rendere più rapida o       perche l’evoluzione        potremmo parlare già tutti l’esperanto, ma mi sembra anch’essa una delle       tante lingue già praticate in Italia. Buona Giornata a tutti e grazie.       Ciao       Patrizio Marozzi               --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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