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|    Message 436,946 of 438,665    |
|    tattoo to All    |
|    Il rintronamento perpetuo della cazzara     |
|    13 Jan 26 13:46:56    |
      From: tattoo@freemail.it              Referendum, da Firenze schiaffo alla Schlein: i riformisti scelgono il       Sì e umiliano il dogma manettaro. Elly sconfessata: “Basta coi Santi       Uffizi del Pd”              Giustizia, a Palazzo Reale il pienone dei frondisti manda in tilt il       Nazareno: Concia, Picierno e compagni spiegano perché ribellarsi alla       segretaria e votare con il centrodestra. E non senza ironie e stoccate       polemiche              Politica - di Chiara Volpi - 13 Gennaio 2026 alle 13:23               A metà corridoio del primo piano della Palazzina Reale di Santa Maria       Novella che ospita l’Ordine degli Architetti di Firenze va in scena la       rivolta dei riformisti dem. E proprio in quelle “sacre stanze”, mentre       Elly insegue il giustizialismo grillino, i suoi big scelgono di votare       Sì al Referendum sulla Giustizia e tuonano: «Basta con i Santi Uffizi       del Pd».              Perché c’è anche una sinistra che non si allinea ai diktat del vertice.       Ed è una sinistra che ieri, nella “rossa” Firenze, ha dato una lezione       di democrazia e di realtà a Elly Schlein. Doveva essere un incontro per       “pochi gatti”, si è trasformato in un assedio di folla: l’edificio       regale di Santa Maria Novella è stata letteralmente travolta dal popolo       dei riformisti, accorsi per dire “Sì” alla separazione delle carriere e       alla Riforma della giustizia.              In prima fila c’è Matteo Renzi, che osserva con un sorriso sornione il       corto circuito dei suoi ex compagni di strada. Ma i veri protagonisti       sono i “padri nobili” e i dirigenti che non ci stanno a farsi dettare la       linea da Landini e Conte. Il costituzionalista Stefano Ceccanti e l’ex       presidente della Consulta, Augusto Barbera, hanno smontato, pezzo dopo       pezzo, lo spauracchio della “svolta autoritaria” agitato dal Nazareno.       «Gelli voleva meno parlamentari, allora i grillini sono piduisti?», ha       sferzato Barbera tra gli applausi, ridicolizzando il riflesso       condizionato di chi vede il “fascismo” dietro ogni riforma liberale.       Referendum e dem, Barbera lancia la bordata ironica sul Pd: «Neppure       l’Ai capisce le correnti»…              E a proposito di uscite beffarde, sempre Barbera in vena di ironie       sagaci (e emblematiche), sempre all’evento con i riformisti e giuristi       di area dem, ha lapidariamente sentenziato sul caos delle divisioni in       seno al Nazareno (e non solo sulla Giustizia forse), commentando: «Ho       chiesto all’IA di spiegarmi le correnti della magistratura: non c’è       riuscita neanche lei». Pertanto, se persino gli algoritmi si arrendono       davanti al caos del sistema correntizio, figuriamoci gli elettori dem…       Non siamo “i Santi Uffizi”…              Ma non è tutto. Perché l’aria che si respirava a Firenze era quella di       una liberazione. E Anna Paola Concia non ha mancato di dirlo apertis       verbis (con parole chiare): «Non esistono i Santi Uffizi della       sinistra». Un messaggio diretto a chi marchia con la lettera scarlatta       del traditore chiunque osi sfidare il dogma dell’intoccabilità dei       magistrati. E da Enrico Morando a Pina Picierno, il coro che si alza       dalle sale fiorentine è diretto e unanime: lasciare la bandiera del       garantismo nelle mani della destra è stato un suicidio politico. Con       annessa postilla di Morando che non le manda a dire alla segretaria,       bollando la tesi della Schlein – secondo cui la riforma Nordio sarebbe       un attentato all’indipendenza delle toghe – per quello che è: «Una balla       clamorosa».              La triplice di Concia, Picierno e Morando manda in tilt le tesi Schlein              Così, alla fine della fiera e della discussione che apre un ennesimo       fronte interno nel Pd. Mentre la numero uno del Nazareno si barrica in       un’alleanza sempre più subalterna al giustizialismo di piazza dei Cinque       Stelle e della Cgil, a Firenze emerge un pezzo di mondo progressista che       rivendica condivisioni riformiste col governo di centrodestra in carica.        E il “pienone” toscano è un segnale d’allarme che Elly farebbe bene a       non ignorare. Perché se per inseguire Conte si perdono per strada le       ragioni del diritto e del merito, annegando nel mare del sistema delle       correnti dell’Anm, il rischio è che a restare soli siano proprio quelli       che gridano alla “deriva autoritaria”. Mentre la gente comune chiede       solo processi giusti e carriere separate.              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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