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|    Giorgia Meloni nell'Indo-Pacifico    |
|    14 Jan 26 15:10:39    |
      From: tattoo@freemail.it              il retroscena: le tre questioni sul tavolo       di Costanza Cavalli mercoledì 14 gennaio 2026              Energia, difesa e chip. Sono i tre campi d’azione su cui gioca Giorgia       Meloni nella missione ufficiale in Asia, in calendario da oggi al 19       gennaio: prima tappa veloce in Oman, in Giappone la seconda, l’ultima in       Corea del Sud. Sullo sfondo c’è il cambio di scala della geopolitica       nazionale, che dalle rotte commerciali alla competizione strategica       individua nell’Indo-Pacifico una nuova frontiera che va a sommarsi a       quelle, fisiologiche, nel Mediterraneo e in Europa e a quelle, già più       consolidate, nel Golfo e in Africa. Il tour parte oggi da Muscat.              Invitata dal sultano Haitham bin Tariq Al-Said, la premier rafforza il       legame con una potenza regionale solida, cui viene riconosciuto un ruolo       di mediazione dal Medio Oriente tutto, capace di muoversi con       discrezione e efficacia nelle crisi locali, dall’Iran allo Yemen. I due       leader si sono incontrati a inizio dicembre, quando Meloni atterrò in       Bahrein al 46esimo vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo,       unica ospite straniera. Nel Sultanato, l’unico Paese del Golfo in cui il       presidente non ha messo piede, ci saranno due questioni cruciali. La       prima è geopolitica: si parlerà di Gaza, anche in vista del possibile       ruolo del governo nel Board of Peace che supervisionerà       l’amministrazione transitoria e la ricostruzione della Striscia. Da       Palazzo Chigi fanno sapere che Meloni sarà al World Economic Forum di       Davos, in programma dal 19 al 23 gennaio e su cui Donald Trump piomberà       con una delegazione monstre, solo sein quella sede verrà convocato il       Board. La seconda questione è energetica: dopo l’accordo per un       corridoio di idrogeno liquido siglato dal Sultanato, l’Italia vuole       facilitare il progetto di perforazioni e progetti infrastrutturali per       trasportare energia fino in Germania, offrendo aziende e competenze.              Nel volo verso Tokyo, Meloni ripasserà i dossier industria, tecnologia,       difesa. Alla terza visita in Giappone, dopo il bilaterale con il primo       ministro Sanae Takaichi, prima donna nella storia del Paese a guidare il       Governo, è fissato per sabato l’incontro con i Ceo di alcune delle       maggiori aziende del Paese. Tra le altre, Toyota, Sony, Panasonic, per       un fatturato complessivo che supera i mille miliardi di euro a livello       globale. L’affinità con il Paese del Sol Levante, terzo partner       commerciale in Asia, è costruita su basi solide: una collocazione netta       nel campo delle democrazie industriali, una visione comune sulla       sicurezza dell’Indo-Pacifico e una sensibilità simile sui temi della       sicurezza economica, delle catene del valore e della protezione delle       tecnologie strategiche.              Meloni e Takaichi adotteranno una Dichiarazione congiunta che eleva i       rapporti bilaterali tra Italia e Giappone al livello di Partenariato       Strategico Speciale: il termine da guardare è “speciale”, non       diplomatichese, ma sostanza. Ultimo dossier, la difesa: Roma e Tokyo       sono fondatori, insieme con il Regno Unito, del Global Combat Air       Programme (Gcap), il programma di produzione dei caccia di sesta       generazione, in cui potrebbe presto entrare anche l’Arabia Saudita.       Inoltre, la visita di nave Cavour in Giappone nel 2024 non è stata solo       un esercizio di naval diplomacy: sono già in agenda missioni future per       la Marina e l’Aeronautica in Asia orientale (anche se non in funzione       anti-cinese, specificano da Chigi, perché l’Italia dialoga con tutti).              Ultima tappa sarà Seul, quarto partner commerciale dell’Italia in Asia       e, a livello pro capite, il primo mercato asiatico per l’export       italiano. La visita non guarda solo al portafogli, ma colma un vuoto       politico decennale: si tratta della prima missione ufficiale di un       presidente del Consiglio italiano in Corea dopo 19 anni, quando al       governo sedeva Romano Prodi. Meloni, che in osservanza alla dottrina del       Mediterraneo allargato ha gradualmente aumentato il livello delle       relazioni con l’estremo Oriente, sarà ricevuta dal Presidente della       Repubblica di Corea, Lee Jae-myung. Il fascicolo qui è tecnologico e       commerciale, ovvero i semiconduttori.       00:52              La cooperazione bilaterale, si legge nella nota della Presidenza del       Consiglio, ha l’obiettivo di «rafforzare gli scambi commerciali,       incrementare gli investimenti e promuovere partenariati industriali nei       settori ad alta tecnologia». Tre tappe, un disegno: in un mondo dominato       ma non governato dalle superpotenze perché sempre più frammentato, e con       potenze regionali che alzano via via la testa, Meloni mira ad essere un       partner strategico in Europa, così da tutelare gli interessi nazionali e       farsi voce di quelli di Bruxelles. In coordinamento con la Nato e con       Washington.              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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