home bbs files messages ]

Forums before death by AOL, social media and spammers... "We can't have nice things"

   it.politica      Italian politics      438,665 messages   

[   << oldest   |   < older   |   list   |   newer >   |   newest >>   ]

   Message 437,003 of 438,665   
   tattoo to All   
   Dossieraggio, Colosimo affonda De Raho (   
   14 Jan 26 19:37:05   
   
   From: tattoo@freemail.it   
      
   Marciume di Stato, chi preparava i dossier falsi suilla destra.   
   Dario Martini 14 gennaio 2026   
      
   La commissione parlamentare d’inchiesta Antimafia ritiene che “Federico   
   Cafiero De Raho fosse informato degli illeciti consumati all’interno   
   degli uffici della Direzione Nazionale Antimafia”. È un duro atto di   
   accusa quello contenuto nella lunga proposta di relazione conclusiva   
   sull’inchiesta dei dossieraggi, l’ormai famoso “verminaio” di   
   Striano&Co., presentata oggi dalla presidente della commissione Chiara   
   Colosimo a Palazzo San Macuto.   
      
   È bene ricordare che l’allora procuratore capo Antimafia, oggi deputato   
   5 Stelle nonché membro della stessa commissione parlamentare, non è mai   
   stato indagato nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria, che vede invece   
   coinvolte 23 persone, tra cui l’ex finanziere Pasquale Striano e l’ex   
   sostituto procuratore Antonio Laudati. Allora perché viene menzionato De   
   Raho? Il motivo è semplice: quando sarebbero stati commessi i presunti   
   reati su cui ha indagato prima la procura di Perugia e adesso quella di   
   Roma, il deputato pentastellato era alla guida della Dna nelle veste di   
   procuratore capo Antimafia. Il centrodestra gli ha sempre contestato   
   quantomeno un omesso controllo. Adesso, invece, la relazione della   
   commissione va oltre, sostenendo di fatto che non potesse non essersi   
   accorto di nulla. In pratica, gli contesta di essere stato perfettamente   
   a conoscenza di quanto stava accadendo.   
   Sono due i casi emblematici che inducono la commissione parlamentare ad   
   affermare che De Raho “fosse informato degli illeciti consumati”.   
   Riguardano entrambi i dossieraggi sulla Lega. Nel primo caso si fa   
   riferimento ad una serie di articoli pubblicati sul Domani e   
   sull’Espresso che riportavano il contenuto delle “sos” (segnalazioni   
   operazioni sospette) che sarebbero state estratte illecitamente dalle   
   banche dati da Striano. In quel caso, l’allora procuratore di Milano   
   Francesco Greco contestò proprio a De Raho questo utilizzo non conforme   
   alla legge delle sos, ma De Raho, scrive la commissione, “di fronte ad   
   una condotto così gravemente censurabile non adottò nell’immediatezza   
   alcuna iniziativa significativa”, limitandosi ad un serie di    
   rimproveri”.   
      
   Ancora più emblematico, ritiene la commissione, il caso che riguarda   
   l’ex sottosegretario leghista Armando Siri, pure lui dossierato. Sentito   
   in merito dagli inquirenti, De Raho fornisce una ricostruzione dei fatti   
   “sorprendente” - si legge ancora nella relazione - “in una narrazione   
   costellata di non ricordo, come se scrivere un atto d’impulso (in gergo   
   l’azione che dà via alle indagini, ndr) nei confronti di un   
   sottosegretario in carica fosse ordinaria quotidianità per un   
   procuratore nazionale antimafia”, motivo per cui “le sue affermazioni   
   sono caratterizzate da intrinseca contraddittorietà e smentite dalle   
   complessive risultanze dell’istruttoria svolta”.   
      
   Ecco, infine, le contestazioni piu gravi. “De Raho sapeva, e certamente   
   non poteva non sapere, avendo egli stesso firmato gli atti d’impulso, di   
   quanto stava accadendo nel suo ufficio, sapeva dell’assoluta   
   irregolarità degli accessi alle banche dati, sapeva che Laudati e   
   Striano si muovevano al di fuori della cornice normativa, ma non per   
   averlo appreso da una bozza di relazione del 4/3/2020, bensì per   
   essergli nota già da tempo la situazione complessiva. Sapeva, tollerava   
   e non ha adottato alcun atto o provvedimento correttivo di tale   
   gravissima situazione, sulla quale si sono poi innestate le condotte   
   penalmente rilevanti nei soggetti nei confronti dei quali oggi pende   
   procedimento sulle motivazioni di tali condotte, nonché sulla possibile   
   sussistenza di altri atti d’impulso originati da procedure non in linea   
   con le prescrizioni imposte dai Protocolli stipulati  dalla DNA con   
   altre istituzioni o finanche con norme di legge”. Motivo per cui la   
   commissione ritiene che la procura di Roma debba fare ulteriori   
   accertamenti. Perché, conclude, l’allora procuratore capo “sapeva ed è   
   difficile sostenere il contrario”. Quello che emerge a carico di De   
   Raho, “non è un quadro di mera inconsapevolezza o superficialità, ma   
   l’immagine di un protagonista”.   
      
   --- SoupGate-Win32 v1.05   
    * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)   

[   << oldest   |   < older   |   list   |   newer >   |   newest >>   ]


(c) 1994,  bbs@darkrealms.ca