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   Message 437,005 of 438,665   
   tattoo to All   
   L'attuale potere della Magistratura   
   14 Jan 26 20:03:07   
   
   From: tattoo@freemail.it   
      
   In pratica ( per chi non lo avesse ancora capito ) decide-va lei la   
   politica del paese fino a quando è arrivato un governo a lei ostile....   
      
   Ma l'Italia è uno stato giudiziario? Il rientro dei 43 clandestini   
   dall'Albania imposto dalle toghe rosse dell'Anm ovvero un'associazione   
   privata sindacale e non un potere ha inferto un altro colpo alla   
   “Repubblica democratica fondata sul lavoro” in cui “la sovranità   
   appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della   
   Costituzione” e quindi col voto disegnata dall'art. 1 della Costituzione.   
      
   Non ci si può non chiedere, a questo punto, quanto stia pesando e quali   
   conseguenza stia avendo, sullo scontro fra Magistratura (ormai sembra   
   aver cambiato ruolo: non più l'amministrazione della Giustizia, ma   
   opposizione politica, per impedire che le riforme del governo, ancor di   
   più, quelle della Giustizia e sepazione delle carriere arrivino al   
   traguardo) e governo, il silenzio del Capo dello Stato, in questi 10   
   anni di presidenza.   
      
   Quanto basta perchè l'Anm si senta pur sapendo di non esserlo l'unico e   
   vero potere dello Stato. Al punto che i suoi aderenti si ritengono   
   autorizzati a disapplicare le leggi del governo che, in quanto eletto   
   dal popolo e suo rappresentante ha – per attribuzione costituzionale –   
   il dovere di legiferare, negli interessi dei cittadini, non dei partiti   
   e neanche dell'Associazione Nazionale Magistrati, i cui iscritti,   
   Costituzione alle mani, le leggi dovrebbero limitarsi, ad applicarle,   
   non interferire con loro. Cosa che le toghe rosse non hanno alcuna   
   intenzione di fare. Anzi! Non è un caso che hanno hanno approfittato   
   dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2025, per mostrare i muscoli al   
   Governo, annunciando che il 27 febbraio incroceranno le braccia. Salvo   
   che sulla scorta del risultato del voto per il rinnovo del Comitato   
   Direttivo Centrale che ha fatto registrare – grazie alla vittoria di   
   Magistratura Indipendente (2.065 voti) e Unicost (1.560) e ai magistrati   
   vincitori dell'ultimo concorso e appena entrati in organico una decisa   
   virata a destra.   
      
   Resa, peraltro, possibile da una grande partecipazione al voto (81%). Il   
   che dimostra come se i cittadini non hanno più fiducia nei giudici la   
   maggioranza degli stessi è stanca degli squilibri dei propri leader.   
   Tant'è che, purtroppo per il presidente Santalucia, anche la protesta   
   contro le riforme di Nordio si è risolta in un mezzo flop. Il che lascia   
   sperare che dai “giudici ragazzini”, possa arrivare un po' d'aria fresca   
   e consentire agli “ermellini”, di riconquistare la fiducia dei   
   cittadini. Risultato auspicabile, ma non facile. A meno che, questa   
   cambiamento di rotta non produca effetti immediati consentendo di   
   eleggere velocemente i 36 membri del parlamentino di Anm che dovrà poi   
   provvedere a votare al proprio interno, il presidente, il segretario e   
   gli altri 8 componenti della giunta esecutiva. Certo, trattattive   
   permettendo. Ma prima ci si riuscirà, meglio sarà, per il Paese, la   
   Giustizia, e la Magistratura, cui si presenta l'occasione per   
   riscattarsi degli errori commessi da almeno 60 anni a questa parte.   
      
   Che avrebbero potuto costarci ancora di più, di quanto non ci siano   
   costati. Per fortuna, quando questa storia è cominciata eravamo ancora   
   nella Prima Repubblica abbiamo potuto contare su Capi di Stato che si   
   sono fatti sentire in difesa, e non solo a chiacchiere, della   
   Costituzione e degli italiani. Penso a Saragat che, quando durante il   
   suo settennato i giudici minacciarono per la prima volta di scioperare,   
   li bloccò ricordandogli “l'inammissilità giuridica di uno sciopero dei   
   magistrati”, ma anche al suo successore Leone che, li invitò a   
   ruflettere su “cosa succederebbe se decidessero di fermarsi anche i   
   giudici della Cassazione o quelli della Corte Costituzionale o il Capo   
   dello Stato”.   
      
   Né furono da meno Pertini, chiamato a guidare il Csm quando questo   
   riteneva di essere la terza Camera dello Stato e il “picconator cortese”   
   Cossiga che già prima di diventare Capo dello Stato, aveva denunciato   
   l'eccesso di politicizzazione della magistratura. Ebbene, cos'è cambiato   
   d'allora? Praticamente niente. E se qualcosa è cambiato, la vicenda   
   Almasri e il mutismo di Mattarella sul confronto fra governo, politica e   
   magistratura, dimostrano che è mutato in peggio. Toghe rosse e   
   opposizione si fanno da sponda l'un l'altra, perché tutto cambi, senza   
   che nulla muti. Ma stavolta, pare abbiano fatto i conti senza l'oste.   
   Anzi, senza Meloni e nonostante che l'inquilino del Quirinale anziché   
   sul colle, sembra vivere su un altro pianeta continui a tacere. Ora,   
   però, sarà costretto a dire qualcosa. Perché i 5 laici di centrodestra   
   del Comitato di Presidenza del Csm, che lui presiede, hanno chiesto   
   l'apertura di una pratica disciplinare per l'iscrizione nel registro   
   degli indagati di Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovani per il caso   
   Almasri (accusato delle peggiori nefandezze dalla Corte Europea di   
   giustizia, ma non ancora condannato da alcun tribunale) che, per Di   
   Pietro, notoriamente anti-destra: “Non ha alcuna rilevanza penale”. E,   
   forse, sapremo da che parte sta Mattarella!   
      
   --- SoupGate-Win32 v1.05   
    * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)   

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