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|    tattoo to All    |
|    L'attuale potere della Magistratura    |
|    14 Jan 26 20:03:07    |
      From: tattoo@freemail.it              In pratica ( per chi non lo avesse ancora capito ) decide-va lei la       politica del paese fino a quando è arrivato un governo a lei ostile....              Ma l'Italia è uno stato giudiziario? Il rientro dei 43 clandestini       dall'Albania imposto dalle toghe rosse dell'Anm ovvero un'associazione       privata sindacale e non un potere ha inferto un altro colpo alla       “Repubblica democratica fondata sul lavoro” in cui “la sovranità       appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della       Costituzione” e quindi col voto disegnata dall'art. 1 della Costituzione.              Non ci si può non chiedere, a questo punto, quanto stia pesando e quali       conseguenza stia avendo, sullo scontro fra Magistratura (ormai sembra       aver cambiato ruolo: non più l'amministrazione della Giustizia, ma       opposizione politica, per impedire che le riforme del governo, ancor di       più, quelle della Giustizia e sepazione delle carriere arrivino al       traguardo) e governo, il silenzio del Capo dello Stato, in questi 10       anni di presidenza.              Quanto basta perchè l'Anm si senta pur sapendo di non esserlo l'unico e       vero potere dello Stato. Al punto che i suoi aderenti si ritengono       autorizzati a disapplicare le leggi del governo che, in quanto eletto       dal popolo e suo rappresentante ha – per attribuzione costituzionale –       il dovere di legiferare, negli interessi dei cittadini, non dei partiti       e neanche dell'Associazione Nazionale Magistrati, i cui iscritti,       Costituzione alle mani, le leggi dovrebbero limitarsi, ad applicarle,       non interferire con loro. Cosa che le toghe rosse non hanno alcuna       intenzione di fare. Anzi! Non è un caso che hanno hanno approfittato       dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2025, per mostrare i muscoli al       Governo, annunciando che il 27 febbraio incroceranno le braccia. Salvo       che sulla scorta del risultato del voto per il rinnovo del Comitato       Direttivo Centrale che ha fatto registrare – grazie alla vittoria di       Magistratura Indipendente (2.065 voti) e Unicost (1.560) e ai magistrati       vincitori dell'ultimo concorso e appena entrati in organico una decisa       virata a destra.              Resa, peraltro, possibile da una grande partecipazione al voto (81%). Il       che dimostra come se i cittadini non hanno più fiducia nei giudici la       maggioranza degli stessi è stanca degli squilibri dei propri leader.       Tant'è che, purtroppo per il presidente Santalucia, anche la protesta       contro le riforme di Nordio si è risolta in un mezzo flop. Il che lascia       sperare che dai “giudici ragazzini”, possa arrivare un po' d'aria fresca       e consentire agli “ermellini”, di riconquistare la fiducia dei       cittadini. Risultato auspicabile, ma non facile. A meno che, questa       cambiamento di rotta non produca effetti immediati consentendo di       eleggere velocemente i 36 membri del parlamentino di Anm che dovrà poi       provvedere a votare al proprio interno, il presidente, il segretario e       gli altri 8 componenti della giunta esecutiva. Certo, trattattive       permettendo. Ma prima ci si riuscirà, meglio sarà, per il Paese, la       Giustizia, e la Magistratura, cui si presenta l'occasione per       riscattarsi degli errori commessi da almeno 60 anni a questa parte.              Che avrebbero potuto costarci ancora di più, di quanto non ci siano       costati. Per fortuna, quando questa storia è cominciata eravamo ancora       nella Prima Repubblica abbiamo potuto contare su Capi di Stato che si       sono fatti sentire in difesa, e non solo a chiacchiere, della       Costituzione e degli italiani. Penso a Saragat che, quando durante il       suo settennato i giudici minacciarono per la prima volta di scioperare,       li bloccò ricordandogli “l'inammissilità giuridica di uno sciopero dei       magistrati”, ma anche al suo successore Leone che, li invitò a       ruflettere su “cosa succederebbe se decidessero di fermarsi anche i       giudici della Cassazione o quelli della Corte Costituzionale o il Capo       dello Stato”.              Né furono da meno Pertini, chiamato a guidare il Csm quando questo       riteneva di essere la terza Camera dello Stato e il “picconator cortese”       Cossiga che già prima di diventare Capo dello Stato, aveva denunciato       l'eccesso di politicizzazione della magistratura. Ebbene, cos'è cambiato       d'allora? Praticamente niente. E se qualcosa è cambiato, la vicenda       Almasri e il mutismo di Mattarella sul confronto fra governo, politica e       magistratura, dimostrano che è mutato in peggio. Toghe rosse e       opposizione si fanno da sponda l'un l'altra, perché tutto cambi, senza       che nulla muti. Ma stavolta, pare abbiano fatto i conti senza l'oste.       Anzi, senza Meloni e nonostante che l'inquilino del Quirinale anziché       sul colle, sembra vivere su un altro pianeta continui a tacere. Ora,       però, sarà costretto a dire qualcosa. Perché i 5 laici di centrodestra       del Comitato di Presidenza del Csm, che lui presiede, hanno chiesto       l'apertura di una pratica disciplinare per l'iscrizione nel registro       degli indagati di Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovani per il caso       Almasri (accusato delle peggiori nefandezze dalla Corte Europea di       giustizia, ma non ancora condannato da alcun tribunale) che, per Di       Pietro, notoriamente anti-destra: “Non ha alcuna rilevanza penale”. E,       forse, sapremo da che parte sta Mattarella!              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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