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   Message 437,373 of 438,665   
   tattoo to All   
   =?UTF-8?Q?L=e2=80=99Anm_parla_come_il_Pd   
   27 Jan 26 13:11:40   
   
   From: tattoo@freemail.it   
      
   Contro il governo siamo al “campo delirante”   
      
   Landini parla come Conte, Maruotti come Ilaria Salis, Barbero come   
   Scanzi che a sua volta parla come Boccia. E viceversa. Dal sindacato al   
   fronte dei magistrati, dall'accademia al mondo dell'arte, i principali   
   rappresentanti del coté progressista hanno smarrito ormai la tanto   
   invocata (per gli altri) complessità   
      
   L'Editoriale - di Antonio Rapisarda - 27 Gennaio 2026 alle 06:30	   
      
   L’uscita delirante del segretario dell’Anm Rocco Maruotti – che ha   
   paragonato l’assassinio del manifestante anti-Ice a Minneapolis al   
   fantomatico clima di impunità che potrebbe arrivare in Italia se dovesse   
   passare la riforma Nordio – restituisce appieno il profilo che il fronte   
   delle “opposizioni” (perché tale è il sindacato dei magistrati) ha ormai   
   assunto pubblicamente nei confronti del governo Meloni: demagogia di   
   bassa lega, senza più alcun freno inibitorio. Un allineamento molto   
   grave verso il “grado sottozero” della comunicazione politica che   
   coinvolge non più e non solo i movimenti radicali e gli influencer più   
   sguaiati della sinistra ma oramai ha contagiato l’establishment. Quello   
   che una volta veniva chiamato ceto medio riflessivo.   
      
   Fare come e peggio di Schlein & co significa che si è aperta una crisi   
   profonda in spezzoni di classe dirigente che hanno sempre vissuto con il   
   cuore sinistra (e spesso col portafogli a destra). La riforma Nordio, a   
   poco meno di due mesi dal referendum, ha fatto letteralmente esplodere   
   il caso e i nervi: dalle fake news in libertà dello storico Alessandro   
   Barbero, alle interviste “immaginarie” a Falcone e Borsellino veicolate   
   da quotidiani, conduttori e procuratori, dalla pubblicità ingannevole   
   propalata dall’Associazione nazionale magistrati all’allarme   
   autoritarismo visibile solo nelle lenti di Maurizio Landini. Stesso   
   discorso vale per la politica estera, per la geopolitica, per la   
   sicurezza: ovunque gli esperti di «fuffologia» (copyright di Pina   
   Picierno nei confronti di Tomaso Montanari: accademico principe di   
   fuffologia, appunto) si scagliano contro l’esecutivo con un approccio   
   militante, sguaiato, apocalittico. Direbbero loro: qualunquista.   
      
   E così Landini parla come Conte, Maruotti come Ilaria Salis, Barbero   
   come Scanzi che a sua volta parla come Boccia. E viceversa ovviamente.   
   Dal sindacato al fronte dei magistrati, dall’accademia al mondo   
   dell’arte, le (fuori)uscite dei principali rappresentanti del coté   
   progressista hanno smarrito ormai la tanto invocata – per gli altri –   
   complessità. Decisamente sullo stesso livello, bassissimo,   
   dell’opposizione politica al governo Meloni: trainata da una narrazione   
   così sconclusionata che rappresenta, secondo tutti i sondaggi, la   
   polizza sulla vita per la compagine di governo. La cosiddetta “società   
   civile”, quella che per decenni è stata la cassaforte etica della   
   sinistra benpensante, oggi non è da meno: si dimostra in crisi di   
   linguaggio, di prospettiva, di orientamento. E reagisce nel modo più   
   rozzo, ferino e istintivo: nel nome della più elementare volontà di   
   autoconservazione.   
      
   C’è un minimo comun denominatore fra tutte queste “opposizioni”: sentono   
   tutte che gli sta crollando il terreno sociale sotto i piedi. Che esiste   
   una compagine di governo capace di intercettare l’attenzione e il   
   consenso di quei ceti professionali, culturali, sindacali che per   
   ottant’anni sono stati funzionali alla cara, vecchia, leninista “cinghia   
   di trasmissione”. Banalmente perché credevano che da quelle parti   
   vigesse, davvero, una cultura del progresso. Adesso che la maschera è   
   andata giù e la sinistra si è svelata come la cordata a difesa del   
   peggior status quo, più di qualcosa si sta muovendo all’interno dei   
   corpi intermedi.   
      
   Non a caso, proprio sul tema giustizia, separazione delle carriere e   
   sorteggio per i due Csm, il meglio della cultura riformista – laica,   
   liberale e socialista – non ha avuto alcun problema ad abbracciare la   
   riforma Nordio disconoscendo proprio le argomentazioni pretestuose   
   dell’Anm e soci. Tesi, atteggiamenti e sparate – come quella di Maruotti   
   – che pongono poi più di un interrogativo (lo ha affermato ieri il   
   Guardasigilli) sulla qualità di certa magistratura: frutto proprio del   
   “sistema (Palamara)” che parte di questa è pronta a difendere con   
   posizioni così demagogiche da far impallidire la propaganda politica. E   
   adesso che questo fronte deve vedersela con una contro-élite, seriamente   
   riformista, che va formandosi in tutti gli ambiti, oltre quello   
   politico, la reazione è a dir poco paranoica. Tanto da restituirci una   
   fotografia d’eccezione: con i progressisti che si affannano per   
   difendere, per dirla con Guicciardini, il loro “particulare”. Mentre chi   
   vi si oppone lotta (davvero) per il bene comune. Valore conservatore per   
   eccellenza.   
      
   --- SoupGate-Win32 v1.05   
    * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)   

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