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|    Message 437,598 of 439,192    |
|    tattoo to All    |
|    Referendum giustizia, quando tutte le ba    |
|    02 Feb 26 13:54:53    |
      From: tattoo@freemail.it              Si prende per oro colato le dichiarazioni di Saviano , uno che per sua       ammissione non sta bene di testa ( l'invidia feroce ) , eppure facendo       comodo alla sinistra viene considerato un genio analitico ( senza aver       pagato pegno al plagio di Gomorra ).              l’ultima di Saviano e i paragoni-fake con Iran e Corea del Nord              Gian Domenico Caiazza              L’ultima è di Saviano: la riforma della magistratura “indebolisce la       lotta contro la mafia”. Come dire: dato che i magistrati che dovranno       stabilire chi andrà a fare il Procuratore della Repubblica, per dire, a       Palermo o a Reggio Calabria, saranno sorteggiati invece che eletti (o       meglio, diciamo pure “nominati” dalle correnti), le mafie già       festeggiano. Ma non si era detto che, con questa riforma, le Procure       diventano pericolosamente troppo forti ed indipendenti, insomma troppo       “poliziesche”? Boh, ma già immagino la pioggia di like e di ospitate a       La7. Mi pare d’altronde in linea con il presidente di un comitato per il       NO che ha visto la riforma “legata da un filo nero alla strage di       Bologna”, e naturalmente anche con la prospettiva di varie Minneapolis       italiote di cui si è tanto parlato.              Perché stupirsi, in realtà? Il fronte del NO ha fatto la sua scelta:       sono queste le regole d’ingaggio nello scontro referendario. In nome       dell’autorevolezza o della popolarità di chi le profferisce, tutte le       balle diventano legittime opinioni. Ha iniziato ANM, dunque il volto e       la voce della magistratura italiana, informando la pubblica opinione       che, tecnicamente, la riforma comporta la sottoposizione della       magistratura alla politica. Come, dove, con quali meccanismi normativi?       Inutile infastidirli con queste domande petulanti, è così perché è così,       e funziona perché la gente – comprensibilmente – si fida se glielo       dicono i magistrati.              Quando questa vergognosa menzogna vacilla di fronte a chi ricorda che la       Costituzione post-riforma non ha modificato né l’art. 101 (soggezione       del magistrato solo alla legge), né l’art. 104 primo comma (autonomia ed       indipendenza “da ogni altro potere”), né l’art. 107 (i magistrati sono       inamovibili), né l’art. 109 (i magistrati “dispongono direttamente”       della polizia giudiziaria), ne tirano fuori un’altra, per me la più       indecente tra quelle che ho sentito, peggio di Minneapolis e della       strage di Bologna: princìpi analoghi – dicono – si leggono anche nelle       Costituzioni di Russia, Iran e Corea del Nord, dunque sono carta straccia.              Da non credere alle proprie orecchie, ma questa vergogna la dicono e la       ripetono magistrati anche illustri, e professori ordinari di diritto       costituzionale, che dunque mostrano di considerare – e soprattutto       insegnano ai cittadini – che i princìpi sanciti da una Costituzione di       un Paese democratico, sotto la tutela della Corte Costituzionale, del       Presidente della Repubblica e di un Parlamento liberamente eletto,       valgono quanto quelli nelle mani di regimi dittatoriali feroci e       sanguinari. Perciò, ripeto, prendiamone atto, non ci sarà resipiscenza:       non avendo ragioni tecniche seriamente spendibili, i protagonisti       politici del fronte del NO hanno scelto la strada della post-verità.       Molti di loro sono gli stessi che si indignano – giustamente – per la       tragica deriva americana, dove non basta il video di una esecuzione       brutale di una donna alla guida di una macchina o di un uomo a terra ed       immobilizzato, per impedire a chi governa la Nazione di dire e       rivendicare che fossero terroristi pronti a “massacrare” gli agenti       dell’ICE.              Non c’è nulla di eticamente diverso in quello che sta accadendo in       questa campagna elettorale. Io sono un magistrato, io sono un professore       di diritto costituzionale, io sono uno storico di enorme popolarità, io       sono uno scrittore che vive sotto scorta, io sono il Procuratore che       tutte le mafie vorrebbero morto, e tutti noi ti diciamo: questa riforma       sottopone “il giudice” alla politica, indebolisce la lotta alla mafia,       si lega oscuramente alla strage di Bologna, ci getterà nel caos violento       di Minneapolis, e dunque tu devi credermi e voterai NO. Il testo della       riforma, al pari dei video di Minneapolis, è irrilevante, conta quello       che ti diciamo noi. Queste sono le regole di ingaggio e, per quanto       triste ciò possa essere, occorre prenderne atto. È umiliante, ma occorre       prenderne atto, e forse trarne le dovute conseguenze.              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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