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|    IL fututo UE visto da Draghi    |
|    02 Feb 26 14:13:49    |
      From: tattoo@freemail.it              Il nuovo allarme di Draghi: «Ordine globale defunto, l’Ue diventi una       federazione»       Luca Sebastiani       02 febbraio 2026 • 13:16              L’ex presidente Bce, dopo aver ricevuto una laurea honoris causa in       Belgio, ha avvertito: «Dobbiamo decidere: restiamo semplicemente un       grande mercato, soggetto alle priorità altrui? Oppure compiamo i passi       necessari per diventare una potenza?»              L’università Ku Leuven in Belgio, come luogo. La cerimonia per una       laurea honoris causa, come occasione. Così Mario Draghi è tornato a       lanciare segnali, parlando - come spesso accade - del futuro dell’Europa       e dell’Unione europea. «Dobbiamo decidere: restiamo semplicemente un       grande mercato, soggetto alle priorità altrui? Oppure compiamo i passi       necessari per diventare una potenza?», ha affermato l’ex Bce ed ex       presidente del Consiglio italiano.              L’onorificenza della laurea belga è arrivata «per il contributo       eccezionale al processo di integrazione economica e monetaria europea,       per una leadership fondata sulla responsabilità, sul giudizio       equilibrato e sul rigore intellettuale in momenti in cui l’area       dell’euro affrontava una crisi esistenziale». Una crisi, si potrebbe       dire, simile a quella in cui l’Europa si trova ora.              L’analisi di Draghi è che «l’ordine globale ormai è defunto», ma «non       è       fallito perché costruito su un’illusione. Ha portato vantaggi reali e       ampiamente condivisi: agli Stati Uniti in quanto potenza egemone,       attraverso un’influenza indiscussa in tutti i settori e il privilegio di       emettere la valuta di riserva mondiale; all’Europa attraverso una       profonda integrazione commerciale e una stabilità senza precedenti; e ai       paesi in via di sviluppo attraverso la partecipazione all’economia       globale, sollevando miliardi di persone dalla povertà».              «Il fallimento del sistema risiede in ciò che non è riuscito a       correggere», ha continuato Draghi, lanciando un monito: «Il crollo di       questo ordine non è di per sé una minaccia. Un mondo con meno scambi       commerciali e regole più deboli sarebbe doloroso, ma l’Europa si       adatterebbe. La minaccia è ciò che lo sostituisce».              Tra i motivi dell’onorificenza, viene anche menzionato il merito di       Draghi di «aver fornito una bussola strategica capace di posizione con       successo l’Ue in un mondo in rapido cambiamento, caratterizzato da       crescenti rischi di frammentazione e da tensioni geopolitiche» oltre ad       «aver saputo coniugare il lavoro accademico con una forte dedizione al       servizio pubblico, offrendo un esempio alle future generazioni».              Da Leuven, Draghi ha provato, ancora una volta, a fornire indicazioni       all’Ue sul percorso da intraprendere, tra le pressioni delle grandi       potenze. «Tra tutti coloro che oggi si trovano stretti tra Stati Uniti e       Cina, solo gli europei hanno l’opzione di diventare essi stessi una vera       potenza. Dobbiamo decidere: restiamo semplicemente un grande mercato,       soggetto alle priorità altrui? Oppure compiamo i passi necessari per       diventare una potenza?».              Quindi per diventare una potenza, «l’Europa deve passare dalla       confederazione alla federazione». Anche perché, osserva l’ex Bce, «dove       l’Europa si è federata – sul commercio, sulla concorrenza, sul mercato       unico, sulla politica monetaria – siamo rispettati come potenza e       negoziamo come un soggetto unico. Lo vediamo oggi negli accordi       commerciali di successo negoziati con l’India e con l’America Latina».              L’avvertimento è per tutto il Vecchio continente: l’Europa, infatti, per       Draghi ha davanti «un futuro in cui rischia di diventare, al tempo       stesso, subordinata, divisa e deindustrializzata». E «un’Europa incapace       di difendere i propri interessi non potrà preservare a lungo i propri       valori».              Le raccomandazioni di Draghi, specie quelle legate alla competitività       dell’Ue, saranno discusse nel Consiglio europeo informale convocato da       Antonio Costa per il 12 febbraio nella cittadina belga di Alden Biesen.       Tra gli ospiti ci sarà, oltre Draghi stesso, un altro ex presidente del       Consiglio italiano, Enrico Letta.              © Riproduzione riservata              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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