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   Message 437,642 of 438,665   
   tattoo to All   
   Noi di sinistra padroni delle piazze sia   
   03 Feb 26 13:03:22   
   
   From: tattoo@freemail.it   
      
   Un personaggio grottesco che strilla in parlamento per avere un'ospitata   
   in tv   
      
   Marco Grimaldi e l’idea che la violenza sia sempre esterna alla   
   sinistra: analisi di un fenomeno   
      
   Il parlamentare di Avs era a Torino e ha criticato Askatasuna con tanti,   
   troppi distinguo: il peso di un mainstream generale   
      
   Politica - di Gianni Giorgi - 2 Febbraio 2026 alle 14:33	   
      
   Marco Grimaldi, il parlamentare di Avs che era presente alla   
   manifestazione di Askatasuna sabato scorso a Torino, ha condannato la   
   violenza. Anche con disgusto. Ma con tanti ma. Tanti di quei ma e se che   
   alla fine se uno legge le sue dichiarazioni non può che pensare una sola   
   cosa: la colpa è del governo Meloni. Come sempre.   
      
   Non si può dire che il deputato di Fratoianni c’entri qualcosa   
   ovviamente con quanto successo a Torino. Ma la forte tentazione di Avs   
   di guardare ai centri sociali come possibile serbatoio elettorale è   
   forte. E così si trova sempre un modo per analizzare e quasi   
   giustificare quella violenza: “Quelle immagini non ci sarebbero mai   
   state senza lo sgombero di Askatasuna”, ha detto a Repubblica Grimaldi.   
      
   Oppure, la frase chiave secondo la quale dopo Torino il governo Meloni   
   “sarà legittimato a usare il modello Minneapolis”. Perché il dato di   
   fondo è quello: siamo in mano a reazionari pericolosi che vogliono   
   limitare la libertà di massa, comprimere le garanzie liberali,   
   reprimere. Insomma, come d’abitudine, “i fascisti sono al potere”.   
   Usando sempre un metro di giudizio diverso. Quando nell’ottobre del 2021   
   ci fu l’assalto alla Cgil, per Grimaldi e i suoi compagni la colpa era   
   sempre del “pericoloso fascismo”, non già di singoli o di persone che   
   non rappresentavano una comunità di milioni di elettori di destra o   
   centrodestra.   
   Ma, se, però…   
      
   Eppure, il tema sarebbe assai semplice. Basterebbe dire: “Noi   
   appoggeremo sempre le proteste civili e le manifestazioni di critica,   
   qualunque esse siano, purché non vi sia nessuna violenza“. Il problema è   
   che per Grimaldi e per un’ala che guarda ai centri sociali sperando di   
   ottenerne un consenso, è difficile dirlo. E cosi ecco i distinguo: “Ma,   
   se, però”. Con l’idea inconscia che dinanzi al potere “fascista e   
   autoritario” la rivoluzione debba essere sempre legittimata. E del   
   resto, tutte le rivoluzioni hanno portato con loro la violenza. Forse   
   sta li il chiavistello psicologico che non consente a Grimaldi, a non   
   solo a lui, di poter dire semplicemente una parola: “Ci dissociamo per   
   sempre da queste manifestazioni e non vi parteciperemo più“.   
   Sono tutti fascisti   
      
   Meloni, Trump, Netanyahu, Putin ? Per questa parte di sinistra che non è   
   irrilevante, si tratta sempre di fascisti. Il che significa legittimare   
   in maniera subliminale l’idea che al potere, in Italia, nel mondo, ci   
   siano nuove camicie nere. Mentre bisognerebbe elevare il conflitto   
   politico e anche sociale su basi culturali. Che c’entra protestare   
   contro il potere spaccando la testa a martellate di un poliziotto?   
   Grimaldi se ne dissocia, è vero. Però trova sempre un ma. Come se   
   Askatasuna fosse una benemerita di francescani o gandhiani provocata   
   dallo sgombero deciso dalle autorità prefettizie.   
   Le buone ragioni trasformate in violenza   
      
   In un Paese democratico, e noi lo siamo, tutti sono passibili di   
   critica: il presidente della Repubblica, il premier, chiunque. Non   
   offenderli, ma criticarli è legittimo ed è ciò che separa realmente le   
   democrazie dalle dittature. Ma la critica vera, quella forte e   
   penetrante, rifiuta la violenza. Grimaldi cita il cosiddetto “modello   
   Ice”, che negli Usa esiste dal 2003. Che è un fatto americano,   
   sopravvissuto e anzi rafforzato durante la presidenza “illuminata” di   
   Obama e Biden. Però siccome c’è Meloni al governo, improvvisamente quel   
   modello è divenuto italiano. Parla dei no-Tav, al cui interno c’è anche   
   tanta gente non violenta che porta avanti una legittima idea di tutela   
   ambientale dimenticando, però, che nel contempo c’è gente che mette   
   ordigni e usa la violenza senza ritegno.   
   Il mainstream generale   
      
   Da quanto Giorgia Meloni è al governo, con un partito che porta nel   
   simbolo la fiamma del Msi, è tornato il fascismo. Che per la sinistra in   
   realtà era già tornato durante i governi Berlusconi. Insomma, se la   
   destra governa il Paese le libertà sono a rischio o evaporate, poi se   
   vince il centrosinistra (che in realtà quando va al potere nemmeno   
   vince) la democrazia ritorna. Come se fossimo un fragile Paese di altri   
   continenti, sempre in preda a colpi di Stato. E anche il fascismo, lungi   
   dall’essere un periodo storicizzato, assume rilevanza con pubblicazioni,   
   libri, serie televisive. In questo senso Marco Grimaldi sintetizza un   
   mainstream insopportabile. Quel ragazzo preso a martellate non era uno   
   squadrista ma un poliziotto. Non certo entusiasta di dover vedere a   
   rischio la sua stessa vita per una manifestazione che avrebbe dovuto   
   svolgersi secondo altri canoni. E se cade un albero a Gaza la colpa è di   
   Meloni. Del resto, se Odifreddi(!) arriva addirittura a citare Nelson   
   Mandela vuol dire che non ci siamo proprio.   
   Serve un salto di qualità: non andarci più   
      
   Il salto di qualità che si chiede ad Avs, un partito del 6-7% non una   
   meteora, e alla sinistra in generale è quello di assumere una decisione:   
   non andare più alle manifestazioni dei centri sociali. E’ quello che si   
   può fare con semplicità. Spostare il conflitto nel Parlamento, nelle   
   assemblee, con il tono della critica aspra ma civile. La democrazia   
   italiana non è a rischio. La vita di giovani poliziotti, si.   
      
   --- SoupGate-Win32 v1.05   
    * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)   

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