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   Message 437,703 of 438,665   
   tattoo to All   
   Udite udite la cazzara del PD   
   04 Feb 26 13:10:23   
   
   From: tattoo@freemail.it   
      
   Il Pd addita come fascista chi vota Sì al referendum   
      
   I dem diffondo sui propri social uno spot che riprende il rito del   
   Presente con la scritta «loro votano Sì». Interviene anche Schlein: «Chi   
   vota Sì non è ben accompagnato». Picierno: «Linea insultante e svilente»   
      
   I Video del Secolo - di Sveva Ferri - 4 Febbraio 2026 alle 11:27	   
      
   Ha scatenato un putiferio all’interno del Pd, e non solo, lo spot con   
   cui il partito ha ritenuto di sostenere le ragioni del No al referendum   
   accostando il Sì al fascismo. La clip, postata qualche ora fa sui social   
   ufficiali del Nazareno, riproduce in bianco e nero un momento del   
   Presente, il rito con cui viene commemorata la strage di Acca Larenzia,   
   mentre in sovraimpressione compare la scritta «loro votano Sì», dove   
   loro è in rosso e il sì, per quanto in bianco, ha una grafica che fa   
   venire in mente del sangue che cola. Mentre sotto passano le immagini e   
   il grido «Presente», il video prosegue con il messaggio «ricordagli che   
   la Costituzione è antifascista. Vota no per difendere la Costituzione».   
   Il post che accompagna il video recita: «CasaPound annuncia il sostegno   
   alla riforma del governo Meloni. Loro votano sì, noi difendiamo la   
   Costituzione: il 22 e il 23 marzo VOTA NO!».   
   Picierno furiosa contro lo spot del Pd: «Gravemente insultante e svilente»   
      
   Il post non è stato preso benissimo dai riformisti Pd, che votano Sì al   
   referendum e da altri esponenti dello schieramento a favore della   
   riforma. «La linea comunicativa del Pd che assimila al fascismo chi   
   voterà Sì al referendum del 22-23 marzo è gravemente insultante e   
   svilente. Da fondatrice e militante del Pd sono colpita e molto   
   addolorata da una deriva comunicativa e politica sempre più polarizzante   
   e populista», ha scritto sui propri social la vicepresidente del   
   Parlamento Ue Pina Picierno, sottolineando di fatto che una campagna di   
   questo tipo è essa stessa un attacco alla Costituzione.   
      
   «La Costituzione si difende soprattutto non violentandone i principi,   
   tra cui quello del referendum confermativo su cui gli elettori devono   
   esprimersi nel merito, senza trasformarlo in una contesa politica sul   
   governo in carica. Per quello ci saranno le elezioni politiche. Io   
   voterò sì, e lo farò in compagnia di molti elettori e militanti del Pd,   
   per i quali chiedo rispetto: basta, vi prego, con accuse infamanti», ha   
   aggiunto Picierno.   
      
   Gualmini: «Il punto più basso di qualsiasi polemica politica»   
      
   «Il video del Pd che dice che chi vota Sì al referendum è un fascista   
   raggiunge forse il punto più basso di qualsiasi polemica politica.   
   Quindi chi sosteneva la mozione Martina nel 2019 e il programma del Pd   
   nel 2022 erano tutti fascisti», è stato il commento   
   dell’europarlamentare dem Elisabetta Gualmini.   
   Marattin: «Io non penso di avere più parole»   
      
   Per il segretario del Partito Liberaldemocratico, Luigi Marattin, il   
   video «quindi pure Augusto Barbera, Enrico Morando, Claudio Petruccioli,   
   Stefano Ceccanti e decine di dirigenti nazionali e locali dello stesso   
   Pd. Senza considerare che in passato (sia lontano, come Massimo D’Alema   
   negli Anni 90, che recente, come Debora Serracchiani) erano per la   
   separazione delle carriere: quindi fascisti, forse pentiti, anche loro».   
   «Io non penso di avere più parole per descrivere la parabola di un   
   partito che era nato per unire i riformismi (e che in almeno due   
   occasioni aveva visto la prevalenza del riformismo liberale) e che ora   
   si riduce a tacciare di fascismo chiunque non la pensi come loro; a   
   invocare la dittatura ogni volta che si ragiona di introdurre modifiche   
   a qualsiasi virgola della Costituzione; a fare clip del genere che   
   scimmiottano nel modo peggiore il populismo del M5S e dell’estremismo   
   che sta uccidendo la politica italiana», ha aggiunto Marattin.   
   Il «dispiacere» di Ceccanti   
      
   Il costituzionalista ed ex parlamentare Pd, Stefano Ceccanti, ha parlato   
   di «dispiacere» nel vedere «un gioco alla campagna chi delegittima di   
   più gli altri individuando sostenitori “impresentabili” nello   
   schieramento altrui (con cui però magari si sono fatte insieme, come   
   inevitabile quando gli schieramenti sono due, altre campagne   
   referendarie) o argomenti derivanti dal settarismo (fare il gioco della   
   mafia, ecc.). Da molti me lo posso aspettare, ma dalla campagna   
   ufficiale di un partito serio e con cultura di governo come il Pd, no.   
   Sarebbe bene che qualcuno vigilasse da qui in avanti».   
   Marcucci a Schlein: «Che ci facevi nel 2016 con CasaPound sul   
   superamento del bicameralismo?»   
      
   A cosa si riferisce Ceccanti quando parla di altre campagne referendarie   
   fatte insieme? A spiegarlo è stato Andrea Marcucci, presidente del   
   partito di Marattin. «La segretaria sa che i padri nobili della riforma   
   sulla separazione delle carriere sono tutti di sinistra? E lei stessa   
   cosa ci faceva nel 2016 con CasaPound contro il superamento del   
   bicameralismo?», ha chiesto l’esponente del Partito Liberaldemocratico,   
   parlando della campagna Pd come del «livello più basso della propaganda   
   politica».   
   La segretaria dem volto della toppa clamorosa del Pd   
      
   Particolarmente indicativa, poi, la circostanza che ieri sera, grosso   
   modo mentre veniva pubblicato il post, Elly Schlein, ospite a di Martedì   
   su La7, annunciando un suo personale «tour attraverso il Paese per   
   spiegare le ragioni del no», rivendicava che «abbiamo scelto intanto di   
   spiegare alle persone di cosa si tratta, come incide questo referendum   
   nelle loro vite. È giusto fare così. Io invito tutte e tutti a   
   informarsi e ad andare a votare», salvo poi aggiungere, in riferimento   
   alla “dichiarazione di voto” di CasaPound, che «mi sembra che quelli che   
   votano sì non siano, diciamo, ben accompagnati». Il Pd, insomma, non   
   perde mai occasione per dare prova della propria incoerenza e del   
   livello di sbando in cui versa. Stavolta, però, sembra aver superato se   
   stesso. E non era facilissimo…   
      
   --- SoupGate-Win32 v1.05   
    * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)   

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