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   Message 437,875 of 438,665   
   tattoo to All   
   Il magistrato Sabella in tv pare una tes   
   07 Feb 26 14:53:21   
   
   From: tattoo@freemail.it   
      
   «Il pm sarà sotto il controllo del governo»: Alfonso Sabella vota no al   
   referendum e spiega i veri guai della giustizia   
      
   Nello Trocchia   
   06 febbraio 2026 • 12:15Aggiornato   
      
   Le destre propongono al paese una riforma che non cambia di una virgola   
   la giustizia. Ma quali sono i problemi veri? Domani inizia un viaggio,   
   in diverse puntate, per raccontarvi attraverso chi amministra giustizia   
   mancanze infrastrutturali, ritardi tecnologici e le schizofrenie del   
   codice penale   
      
   Il governo ha avvitato parlamento e dibattito pubblico attorno a una   
   riforma inutile e punitiva per i magistrati. Il referendum dovrà   
   confermare o bocciare la proposta di legge costituzionale. Una legge   
   venduta come miglioramento della giustizia, ma che in realtà non incide   
   sul funzionamento della macchina.   
      
   Ma come sta la macchina della giustizia? Per capirlo lo abbiamo chiesto   
   a chi la amministra, ad Alfonso Sabella, giudice del tribunale di Roma.   
   Un viaggio, attraverso diverse puntate, che servirà a chiarire le   
   mancanze infrastrutturali, i ritardi tecnologici e anche le schizofrenie   
   del codice penale, ingolfato di reati e aggravanti. Reati e aggravanti   
   che nulla risolvono, anzi appesantiscono e ingessano il sistema.   
      
   Iniziamo proprio dalla questione referendum. Sabella, per anni pm   
   antimafia e poi assessore alla legalità a Roma, inizia proprio da qui.   
   «Io non sono iscritto alle correnti della magistratura, neanche all’Anm,   
   l’Associazione nazionale magistrati è quanto di più lontano da me, ma   
   anche io voterò no e vi spiego perché», dice Sabella che si è sempre   
   detto favorevole al sorteggio dei magistrati.   
      
   Ma dietro questa modifica (peraltro per i componenti laici il sorteggio   
   avviene da un elenco scelto dal parlamento), si nasconde un rischio   
   molto più grave. «Il rischio enorme è per i cittadini. La separazione   
   delle carriere è inutile perché è già effettiva, pochissimi passano da   
   una funzione all’altra, ormai è diventato quasi impossibile. Il pericolo   
   è un altro. Sarà creato un corpo autonomo, quello dei pubblici   
   ministeri, che sarà sganciato dalla cultura della giurisdizione»,   
   continua Sabella.   
      
   I sostenitori del sì dicono che però non si interviene sull’indipendenza   
   della magistratura, l’articolo 104 della Costituzione. «Sarà fatto   
   obbligatoriamente dopo l’eventuale vittoria referendaria. La ragione è   
   molto semplice, se non dovessero sottoporre i pm all’esecutivo questi   
   costituirebbero un corpo acefalo, farebbero quello che vogliono fuori da   
   ogni cultura della giurisdizione. I pm a quel punto sarebbero pericolosi   
   e per arginare questo potere sconfinato saranno sottoposti   
   all’esecutivo», conclude.   
      
   --- SoupGate-Win32 v1.05   
    * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)   

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