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|    tattoo to All    |
|    Il magistrato Sabella in tv pare una tes    |
|    07 Feb 26 14:53:21    |
      From: tattoo@freemail.it              «Il pm sarà sotto il controllo del governo»: Alfonso Sabella vota no al       referendum e spiega i veri guai della giustizia              Nello Trocchia       06 febbraio 2026 • 12:15Aggiornato              Le destre propongono al paese una riforma che non cambia di una virgola       la giustizia. Ma quali sono i problemi veri? Domani inizia un viaggio,       in diverse puntate, per raccontarvi attraverso chi amministra giustizia       mancanze infrastrutturali, ritardi tecnologici e le schizofrenie del       codice penale              Il governo ha avvitato parlamento e dibattito pubblico attorno a una       riforma inutile e punitiva per i magistrati. Il referendum dovrà       confermare o bocciare la proposta di legge costituzionale. Una legge       venduta come miglioramento della giustizia, ma che in realtà non incide       sul funzionamento della macchina.              Ma come sta la macchina della giustizia? Per capirlo lo abbiamo chiesto       a chi la amministra, ad Alfonso Sabella, giudice del tribunale di Roma.       Un viaggio, attraverso diverse puntate, che servirà a chiarire le       mancanze infrastrutturali, i ritardi tecnologici e anche le schizofrenie       del codice penale, ingolfato di reati e aggravanti. Reati e aggravanti       che nulla risolvono, anzi appesantiscono e ingessano il sistema.              Iniziamo proprio dalla questione referendum. Sabella, per anni pm       antimafia e poi assessore alla legalità a Roma, inizia proprio da qui.       «Io non sono iscritto alle correnti della magistratura, neanche all’Anm,       l’Associazione nazionale magistrati è quanto di più lontano da me, ma       anche io voterò no e vi spiego perché», dice Sabella che si è sempre       detto favorevole al sorteggio dei magistrati.              Ma dietro questa modifica (peraltro per i componenti laici il sorteggio       avviene da un elenco scelto dal parlamento), si nasconde un rischio       molto più grave. «Il rischio enorme è per i cittadini. La separazione       delle carriere è inutile perché è già effettiva, pochissimi passano da       una funzione all’altra, ormai è diventato quasi impossibile. Il pericolo       è un altro. Sarà creato un corpo autonomo, quello dei pubblici       ministeri, che sarà sganciato dalla cultura della giurisdizione»,       continua Sabella.              I sostenitori del sì dicono che però non si interviene sull’indipendenza       della magistratura, l’articolo 104 della Costituzione. «Sarà fatto       obbligatoriamente dopo l’eventuale vittoria referendaria. La ragione è       molto semplice, se non dovessero sottoporre i pm all’esecutivo questi       costituirebbero un corpo acefalo, farebbero quello che vogliono fuori da       ogni cultura della giurisdizione. I pm a quel punto sarebbero pericolosi       e per arginare questo potere sconfinato saranno sottoposti       all’esecutivo», conclude.              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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