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   > «Il pm sarà sotto il controllo del governo»: Alfonso Sabella vota no al   
   > referendum e spiega i veri guai della giustizia   
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   > Nello Trocchia   
   > 06 febbraio 2026 • 12:15Aggiornato   
   >   
   > Le destre propongono al paese una riforma che non cambia di una virgola   
   > la giustizia. Ma quali sono i problemi veri? Domani inizia un viaggio,   
   > in diverse puntate, per raccontarvi attraverso chi amministra giustizia   
   > mancanze infrastrutturali, ritardi tecnologici e le schizofrenie del   
   > codice penale   
   >   
   > Il governo ha avvitato parlamento e dibattito pubblico attorno a una   
   > riforma inutile e punitiva per i magistrati. Il referendum dovrà   
   > confermare o bocciare la proposta di legge costituzionale. Una legge   
   > venduta come miglioramento della giustizia, ma che in realtà non incide   
   > sul funzionamento della macchina.   
   >   
   > Ma come sta la macchina della giustizia? Per capirlo lo abbiamo chiesto   
   > a chi la amministra, ad Alfonso Sabella, giudice del tribunale di Roma.   
   > Un viaggio, attraverso diverse puntate, che servirà a chiarire le   
   > mancanze infrastrutturali, i ritardi tecnologici e anche le schizofrenie   
   > del codice penale, ingolfato di reati e aggravanti. Reati e aggravanti   
   > che nulla risolvono, anzi appesantiscono e ingessano il sistema.   
   >   
   > Iniziamo proprio dalla questione referendum. Sabella, per anni pm   
   > antimafia e poi assessore alla legalità a Roma, inizia proprio da qui.   
   > «Io non sono iscritto alle correnti della magistratura, neanche all’Anm,   
   > l’Associazione nazionale magistrati è quanto di più lontano da me, ma   
   > anche io voterò no e vi spiego perché», dice Sabella che si è sempre   
   > detto favorevole al sorteggio dei magistrati.   
   >   
   > Ma dietro questa modifica (peraltro per i componenti laici il sorteggio   
   > avviene da un elenco scelto dal parlamento), si nasconde un rischio   
   > molto più grave. «Il rischio enorme è per i cittadini. La separazione   
   > delle carriere è inutile perché è già effettiva, pochissimi passano da   
   > una funzione all’altra, ormai è diventato quasi impossibile. Il pericolo   
   > è un altro. Sarà creato un corpo autonomo, quello dei pubblici   
   > ministeri, che sarà sganciato dalla cultura della giurisdizione»,   
   > continua Sabella.   
   >   
   > I sostenitori del sì dicono che però non si interviene sull’indipendenza   
   > della magistratura, l’articolo 104 della Costituzione. «Sarà fatto   
   > obbligatoriamente dopo l’eventuale vittoria referendaria. La ragione è   
   > molto semplice, se non dovessero sottoporre i pm all’esecutivo questi   
   > costituirebbero un corpo acefalo, farebbero quello che vogliono fuori da   
   > ogni cultura della giurisdizione. I pm a quel punto sarebbero pericolosi   
   > e per arginare questo potere sconfinato saranno sottoposti   
   > all’esecutivo», conclude.   
      
      
   Ha ragione!   
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    * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)   
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