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|    tattoo to All    |
|    La scarsita di intellighenzia a sinistra    |
|    09 Feb 26 15:12:30    |
      From: tattoo@freemail.it              Come al solito guardano al privato.       Gabrielli “papa straniero”. Operazione Prodi come nel '96              Daniele Capezzone 09 febbraio 2026              Nessuna smentita pubblica, silenzi "ufficiali", ma alcuni significativi       segnali privati di conferma (anche da fonti insospettabili) per il       clamoroso retroscena di ieri de Il Tempo: l’ipotesi di Franco Gabrielli       alla guida del centrosinistra. Il quadro politico di partenza da cui la       suggestione trae origine è chiaro. Tranne le sue guardie rosse, nessuno       a sinistra crede a una Elly Schlein "prime-ministerial", come si direbbe       in Gran Bretagna, cioè in grado di fare il premier o di contrapporsi       credibilmente a Giorgia Meloni. Peraltro, qualche settimana o al massimo       qualche mese dopo il referendum (giro di boa che aprirà oggettivamente       la campagna per le elezioni politiche), Giuseppe Conte farà valere il       suo aut aut: o la coalizione con i grillini, o la candidatura di Elly.       Se il Pd vuole la prima cosa, non può avere la seconda. Serve dunque un       federatore, nella forma consueta per il centrosinistra di un "papa       straniero". E dove si può realisticamente andare a parare? Al solito,       secondo il format del 1996 e poi del 2006, su un democristiano di       sinistra, su un "cattolico sociale". È una nuova "operazione Prodi", ora       come allora.              Non Elly, ma Gabrielli. L'ex capo della polizia si scalda per diventare       leader del centrosinistra              Gabrielli ha tutte le carte in regola in questo senso: antichi rapporti       con Dario Franceschini e Pierluigi Castagnetti, e notoria stima negli       ambienti del Colle. Ecco, qui però la sinistra si fa delle illusioni: è       insensato e stupido tirare per la giacca il Capo dello Stato. Figurarsi       se dalle parti del Quirinale, nonostante le gaffes recenti del       consigliere Garofani, qualcuno intorno al Presidente vuole farsi anche       solo sfiorare dal dibattito sulla costruzione politica-partitica dello       schieramento da contrapporre al centrodestra. Sì certo, nei palazzi       romani da tempo si sussurra di una Schlein che «non si consulta», e -       oggettivamente - di una linea di politica estera del Pd incompatibile       con responsabilità di governo di un paese occidentale. Ma il Colle sta       (correttamente) a guardare, non è assolutamente parte attiva. Gli attori       sono altri, dentro e fuori il perimetro del Pd, in un’area che potremmo       definire tecno-progressista.              Fascista chi vota Sì: Elly segna l'autogol. Mezzo Pd in rivolta              Si punta a un’operazione "ulivista-unionista" in puro stile prodiano:       una figura, quella di Gabrielli, che potrebbe sia coagulare le anime       centriste della coalizione, sia poi rappresentare l’intero schieramento.       Vantaggi del tentativo agli occhi dei tessitori: tutte le altre opzioni       (Salis, Ruffini, i sindaci) appaiono deboli o premature o impraticabili.       Svantaggi: il profilo pubblico di Gabrielli non è certo né "pop" né       empatico. Si vedrà. Intanto, come si è già visto su Repubblica e su La7,       lo si "testa" per attaccare il governo sul terreno della sicurezza. Il       resto, se verrà, verrà dopo.              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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