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|    09 Feb 26 19:25:20    |
      From: tattoo@freemail.it               Sabotaggio ai treni, anarchici rivendicano: «Fuoco alle Olimpiadi e a       chi le produce»       di Rinaldo Frignani              Il messaggio è comparso sulla Rete. «Così come inizia a non essere più       ignorabile l'inefficacia delle modalità di scontro di piazza, pare       dunque necessario armarsi degli strumenti della decentralizzazione del       conflitto»              La rivendicazione è arrivata qualche giorno dopo l'inizio delle       Olimpiadi invernali. E si riferisce agli atti di sabotaggio sulle linee       ferroviarie di Bologna e Pesaro nella giornata di sabato scorso. La       firma è quella dei movimenti anarchici. «Pare chiaro - si legge nel       documento ora al vaglio di chi indaga -, quando i pacchetti sicurezza       diventano occasioni praticamente semestrali per stringere le reti della       repressione e soffocarci qualunque dissenso, che il dissenso "pulito",       esplicitamente rivendicato, portato avanti nella legalità, non possa più       essere efficace. Così come inizia a non essere più ignorabile       l'inefficacia delle modalità di scontro di piazza diretto portate avanti       negli ultimi mesi e anni in tutto il territorio. Pare dunque necessario       armarsi degli strumenti della clandestinità, della decentralizzazione       del conflitto e la moltiplicazione dei suoi fronti, dell'autodifesa e       del sabotaggio per sopravvivere ai tempi cui andiamo incontro. Per       l'eradicazione di questo sistema di morte e sfruttamento, per la       distruzione del controllo totalizzante che ci soffoca. Ingovernabili,       non disobbedienti. Fuoco alle olimpiadi e a chi le produce. (A)»       Il collegamento con gli attacchi in Francia              Nel documento, che viene analizzato dagli specialisti       dell'Antiterrorismo per trovare collegamenti con altre azioni analoghe       degli ultimi tempi, viene ripercorso quanto accaduto con «ben tre sono       state le linee ferroviarie sabotate e bloccate fino al pomeriggio». E       viene anche sottolineato il collegamento con quanto accaduto «due anni       fa, una serie di attacchi simili per modalità e contesto erano stati       lanciati contro 5 diverse infrastrutture della rete LGV intorno a       Parigi, causando la cancellazione di un quarto dei treni ed enormi       disagi dal 26 al 28 luglio, giorni di inaugurazione delle Olimpiadi di       Parigi», con la rivendicazione di chi aveva agito allora: «È questa la       chiamano una festa? Noi ci vediamo una celebrazione del nazionalismo,       una gigantesca messa in scena dell'assoggettamento dei popoli da parte       degli Stati. Sotto a una maschera ludica e conviviale, i Giochi Olimpici       offrono un campo di sperimentazione per la gestione poliziesca delle       folle e il controllo generalizzato dei nostri spostamenti».              «Nei mesi precedenti le olimpiadi di Parigi 2024 - si legge ancora nel       documento degli anarchici dopo i sabotaggi ai treni italiani - furono       approvati due pacchetti di leggi, la "Loi sécurité globale" e la "Loi       olympique", quest'ultima che autorizzava la sperimentazione di algoritmi       per il riconoscimento facciale per tutta la durata delle Olimpiadi. Come       in Francia, anche nella Penisola abbiamo visto promulgare il 5 febbraio       di quest'anno, 2 giorni prima della cerimonia di inaugurazione delle       Olimpiadi, un nuovo pacchetto sicurezza che tra le altre cose consolida       l'uso delle zone rosse come strumento di esclusione sociale, autorizza       il trattenimento (già abitualmente praticato) per 12 ore da parte delle       forze dell'ordine di individux "pericolosx" in concomitanza di       manifestazioni pubbliche, introduce il carcere per l'elusione di un       controllo di polizia e una pena pecuniaria fino a un massimo di 20mila       euro per manifestazione non autorizzata (articolo 18 del TULPS, Regio       decreto del 18 giugno 1931)».              Quindi l'attacco al governo in seguito agli scontri con la polizia dopo       il corteo milanese concluso con gli incidenti al Corvetto. «Dopo il       corteo, Meloni e compagnia dichiarano in coro: "Chi manifesta contro le       Olimpiadi è nemico dell'italia". Che non ci si permetta assolutamente di       mettere a critica lo spirito nazionalista, competitivo di questi       "giochi" o il loro drenare quantità impressionanti di fondi pubblici       mentre paesi interi crollano, in sicilia, al passaggio di un uragano.       D'altronde non c'è nulla di più importante al momento. Non c'è miglior       strumento di distrazione per uno stato odierno. Non c'è maschera       migliore, in Italia oggi come altrove in passato; solo un esempio sono       le Olimpiadi di Berlino del 1936, in piena dittatura nazista».              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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