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|    gigi to All    |
|    La Brigata Osoppo (1/2)    |
|    10 Feb 26 16:26:48    |
      From: gigino@tiscali.it              Storie di comunisti e di Partigiani, #02              Da una ricerca di quel grand'uomo che fu AntiKomunista, il martellatore       delle zecche rosse.              https://groups.google.com/forum/#!searchin/it.politica/storie$20       omuniste|sort:date/it.politica/ju2RK71PEXg/GRd41PWd_mMJ              La brigata “Osoppo”, 1945              Nel 1943 nascono le brigate partigiane Osoppo, la loro formazione       avviene principalmente per volontà del Partito Popolare Italiano e del       Partito d'Azione.       Opereranno come forza di liberazione nella zona del Friuli, anche a       difesa dei confini con la Jugoslavia.              Il 7 febbraio 1945 nelle campagne di Porzus (Udine), dove ha sede il       comando Gruppo brigate est della divisione Osoppo, una formazione di       partigiani è avvicinata, con l’inganno, da un gruppo di persone (da       trenta a cento) che si dichiarano sbandati di una brigata Garibaldi in       cerca di rifugio dopo uno scontro con i nazifascisti.       Sono accompagnati, per destare meno sospetti, da Fortunato Pagnutti, un       portaordini detto Dinamite, che agisce sia per le brigate Osoppo sia per       le brigate Garibaldi.       Gli “sbandati”, contando sul fattore sorpresa, disarmano e fanno       prigionieri 22 componenti della formazione partigiana della brigata       Osoppo e ne FUCILANO 20, in tempi diversi (dal 7 al 18 febbraio), gli       altri 2 prigionieri salvano la pelle vendendosi ai garibaldini.       In totale, quindi, furono assassinati 20 partigiani tra cui il       comandante della Osoppo Francesco De Gregori detto Bolla (zio del       cantante), Gastone Valente detto Enea (commissario politico del Partito       d’Azione) e il diciassettenne Guido Pasolini detto Ermes, fratello       minore del più celebre Pier Paolo, il culattone simbolo della cultura       (sic) comunista.              La Brigata Osoppo era costituita dai cosiddetti “fazzoletti verdi” della       Resistenza: cattolici, azionisti e indipendenti.              I PARTIGIANI COMUNISTI CHE OPERARONO LA STRAGE FRATRICIDA facevano parte       delle brigate Garibaldi ed erano agli ordini di Mario Toffanin       (cosiddetto “Giacca”) che agiva in obbedienza alle direttive del PCI       impartite tramite il commissario delle Formazioni garibaldine del Friuli       Mario Lazzero (in arte “Andrea”), il quale, nel dopoguerra, sarà       segretario della Federazione Comunista di Udine e, nel 1981, deputato al       Parlamento italiano.              Quali furono i motivi di questa ASSURDA STRAGE COMUNISTA ai danni di       un’altra brigata partigiana?              In un'intervista rilasciata nel 1996 Giacca dichiara che:       "Quelli della Osoppo, si appropriavano delle forniture inglesi che       spettavano alle Garibaldi, l'accordo con gli inglesi era che il 30% di       ogni lancio fatto alla Osoppo doveva essere destinato alle Garibaldi.       Quelli della Osoppo non rispettarono mai l'accordo ed i Garibaldini per       approvvigionarsi e procurarsi armi dovevano assaltare i presidi tedeschi       e fascisti... "              E così il “prode” comunista ci dice candidamente che ha trucidato, con       l’inganno, venti persone, compatrioti, partigiani, perché TRATTENEVANO       PER SE TROPPA MARMELLATA.              Mario Toffanin (Giacca) ha rilasciato diverse versioni della vicenda, ma       in tutte la costante era: "se li avessi di nuovo davanti, li accopperei       ancora tutti".              La sua miserabile vita ha avuto fine, ottantaseienne, nel 1999, in un       ospedale Sloveno, in quella Slovenia dove era fuggito e dove ha passato       il resto della sua vita dopo essere stato condannato dai tribunali       italiani per la strage della Brigata Osoppo.              In un'intervista rilasciata nel 1997 uno dei fondatori della Divisione       Osoppo Monsignor Aldo Moretti (nome di battaglia Lino) Medaglia d'Oro al       valor militare, dichiara:              "... La Grande Slovenia, volevano i partigiani comunisti. Noi volevamo       solo combattere per la libertà, non per il comunismo, ed eravamo       favorevoli a lasciare ad un referendum dopo la liberazione la scelta sui       confini... Bolla, il comandante, alzava la bandiera, bandiera italiana,       bandiera con lo stemma sabaudo. Io lo mettevo in guardia: attento, gli       dicevo, la vedono i comunisti e i partigiani sloveni, quello stemma a       loro ricorda il fascismo, toglila. E lui no, cocciuto, perché credeva       sopra ogni cosa all'Italia, senza compromessi, senza tante prudenze       politiche... Avevamo sempre operato insieme, anche se noi cattolici ci       preoccupavamo, oltre che della onestà dei fini, anche della onestà dei       mezzi. Ci furono discussioni assai accese con i comandanti comunisti       sulla necessità di azioni che comportavano sacrifici di vite umane".              QUINDI NON È PER LA SPARTIZIONE DELLA MARMELLATA che quelli delle       Brigate Garibaldi operarono la strage, ma per l’IMPOSIZIONE DI TOGLIATTI       che ordinava, tramite la Federazione del PCI di Udine (circostanza       riconosciuta dalla sentenza del tribunale di Lucca che condannò i       comunisti a 777 anni complessivi di carcere), che si mettessero sotto il       comando del 9º Corpus sloveno, e quindi di Tito, TUTTE le forze       partigiane operanti nel Friuli.       Naturalmente alla Brigata Osoppo una BESTIALITÀ simile non poteva essere       presa in considerazione.       E PER QUESTO FURONO ELIMINATI, “perché si opponevano ai disegni       espansionistici degli Jugoslavi benedetti da Togliatti”.              Questo non è il solo ORDINE ANTIPATRIOTTICO che darà Togliatti.       Dopo essere scappato dall’Italia e rifugiato in Russia, ben lontano e al       sicuro dalla lotta antifascista attiva e dalla partigianeria, dove per       diciotto anni gli era stato fatto il lavaggio del cervello, era ormai       completamente rincitrullito.       Anche con la Repubblica in atto, frustrato dagli esiti elettorali che lo       mettevano in netta minoranza, cercò, insieme alla sua degna concubina,       di VENDERE L’ITALIA alla Russia e fu solo per la lungimiranza di Kruscev       se oggi non raccattiamo le cicche tra la spazzatura di Mosca.       (Praga docet).              Nel 1952 Giacca subisce la CONDANNA ALL'ERGASTOLO PER LA STRAGE DELLA       BRIGATA OSOPPO (pena poi commutata a trent'anni).       Non sconterà mai nulla perché la rete di SOCCORSO ROSSO gli organizzerà       la latitanza in Jugoslavia prima ed in Slovenia poi.              Naturalmente le pressioni da parte dei comunisti per ABBUIARE LA STRAGE       sono fortissime per esempio al regista Renzo Martinelli, nel 1997, fu       vietato dai sindaci delle zone interessate di effettuare gli “esterni”       del suo film “Porzus”, e ci furono anche “galantuomini” che cercarono       di       vietare la presentazione del film al festival di Venezia.              Nel luglio 1978, Sandro Pertini, appena eletto presidente, si affretta a       concedere la grazia a Giacca, perché?       È una di quelle azioni sconsiderate che rimangono avvolte nel dubbio,       nel mistero.       Giacca era stato condannato all’ergastolo e anche dopo la grazia non              [continued in next message]              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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