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   tattoo to All   
   I togati del Csm contro gli attacchi a G   
   13 Feb 26 20:56:12   
   
   From: tattoo@freemail.it   
      
   “Interrogarsi su convenienze mafiose non è eresia. Le riforme richiedono   
   serietà, non scorciatoie polemiche”   
   di Salvatore Frequente e Paolo Frosina   
   I 18 magistrati e i 2 laici difendono il procuratore di Napoli dopo le   
   critiche di ministri e parlamentari: "Si è costruita una polemica su   
   singole frasi"   
      
   Contro la pioggia di attacchi al procuratore Nicola Gratteri da parte di   
   ministri del governo Meloni, parlamentari di maggioranza e di alcuni   
   consiglieri laici del Consiglio Superiore della Magistratura (in quota   
   centrodestra), scendono in campo 20 consiglieri del Csm. “Nel pieno   
   della campagna referendaria si è costruita una polemica su singole frasi   
   del Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri”, scrivono i   
   18 magistrati e i due laici sottolineando che questo “è un metodo che   
   non serve a nessuno: distorce il senso delle argomentazioni, alimenta   
   contrapposizioni e distrae dal merito di scelte ordinamentali decisive”.   
      
   Una dichiarazione congiunta e bipartisan, stilata da Marco Bisogni di   
   Unicost e sottoscritta dai togati Antonino Laganà, Michele Forziati,   
   Roberto D’Auria (di Unità per la Costituzione); Marcello Basilico,   
   Francesca Abenavoli, Maurizio Carbone, Antonello Cosentino, Tullio   
   Morello, Genantonio Chiarelli (di Area); Mimma Miele (di Magistratura   
   democratica); Maria Luisa Mazzola, Maria Vittoria Marchianò, Paola   
   D’Ovidio, Dario Scaletta, Edoardo Cilenti, Eligio Paolini (di   
   Magistratura indipendente) e l’indipendente Roberto Fontana. Hanno   
   firmato anche i consiglieri laici Roberto Romboli (Pd) ed Ernesto   
   Carbone (Italia viva).   
      
   Sul merito delle dichiarazioni di Gratteri i membri del Csm evidenziano   
   che “in un Paese come il nostro, segnato dal peso delle grandi   
   organizzazioni criminali, interrogarsi su interessi e convenienze –   
   anche criminali – che possono muoversi intorno a una riforma non è   
   un’eresia: è un dovere di responsabilità per chi ricopre funzioni   
   pubbliche. Anche se certamente ciò va fatto con rigore e misura, senza   
   generalizzazioni e nel pieno rispetto della libertà del voto”, aggiungono.   
      
   I magistrati e i due laici ricordano anche un elemento di contesto:   
   “L’assetto costituzionale e ordinamentale sviluppato nei decenni – si   
   legge nel documento – ha consentito allo Stato di sconfiggere il   
   terrorismo rosso e nero e di ridimensionare in modo significativo il   
   potere delle mafie, anche grazie all’equilibrio tra indipendenza della   
   magistratura, controlli di legalità e strumenti investigativi efficaci.   
   Proprio per questo le riforme richiedono serietà, analisi e prudenza,   
   non scorciatoie polemiche”.   
      
   I togati replicano, senza però citarle, anche alle affermazioni delle   
   due consigliere laiche del Csm, Isabella Bertolini e Claudia Eccher   
   (quota centrodestra), che hanno definito le dichiarazioni del   
   procuratore di Napoli “gravissime e inaccettabili” e hanno chiesto al   
   Consiglio Superiore della Magistratura di prendere “una posizione netta   
   e chiara” contro le sue parole. Così come a quelle del laico Enrico Aimi   
   (quota Forza Italia) che ha chiesto al Comitato di presidenza di Palazzo   
   dei Marescialli di aprire una pratica sul procuratore di Napoli.   
   “Preoccupa – scrivono i magistrati – il tentativo di trascinare il Csm   
   nel dibattito referendario, ventilando iniziative in chiave   
   disciplinare. Il Consiglio superiore non può essere usato come strumento   
   di contesa: l’azione disciplinare – viene ricordato – è promossa dal   
   Ministro della giustizia e dal Procuratore generale presso la   
   Cassazione; al Csm spetta decidere, non essere trascinato in annunci   
   mediatici. Questo approccio, oltre che inopportuno, anticipa una   
   concezione del Csm non come organo di garanzia, ma come leva di   
   indirizzo nella dinamica politica. Il referendum merita un confronto   
   alto: si discuta nel merito, senza delegittimazioni personali e senza   
   piegare gli organi di garanzia alla propaganda”, concludono.   
      
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    * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)   

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