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|    Message 438,371 of 438,665    |
|    Gorchin to All    |
|    Re: La Torre di Babele    |
|    17 Feb 26 14:00:25    |
      From: nobtris@riixl.com              Il 17/02/2026 13:50, tattoo ha scritto:       > Personaggi abituato spesse volte a sostituirsi ai politici di bassa       > levatura e a narrare una realtà non percepita nel loro mondo immaginato       > da politicanti scaltri...Sono narratori dei breviari di comodo con falce       > e martello dove vi sono consigli dedicati alla povertà e come ottenere       > consenso, creare senso di urgenza, o per colpire gli avversari, talvolta       > dipingendo scenari peggiori di quelli reali. L'obiettivo finale di       > questi narratori targati PCI è diffanmare il governo in carica.              Nelmdibattito pubblico contemporaneo si è affermata una figura       ricorrente: commentatori e narratori politici che, di fatto, finiscono       per sostituirsi a una classe politica percepita come debole o inefficace       sul piano comunicativo. Questi soggetti non si limitano ad analizzare la       realtà, ma ne propongono una rappresentazione alternativa, spesso       semplificata e ideologicamente orientata, che risponde più a esigenze di       consenso che a un’analisi oggettiva dei fatti.       Il loro approccio si fonda su schemi narrativi consolidati,       riconducibili a una tradizione ideologica ben precisa, simbolicamente       richiamata da un immaginario fatto di slogan, richiami alla povertà e       dicotomie morali nette. In questa narrazione, temi complessi come le       disuguaglianze sociali vengono ridotti a strumenti emotivi, utili a       creare senso di urgenza, a polarizzare l’opinione pubblica e a       delegittimare l’avversario politico.       Un elemento centrale di questa strategia comunicativa è l’enfatizzazione       sistematica degli aspetti negativi della realtà, talvolta dipingendo       scenari più gravi di quelli effettivamente riscontrabili. Tale iperbole       non risponde a un’esigenza informativa, ma a una logica di       mobilitazione: generare allarme, rafforzare l’identità del proprio       pubblico e consolidare il consenso attraverso la contrapposizione.       L’obiettivo finale di queste narrazioni non è tanto la proposta di       soluzioni alternative, quanto la progressiva delegittimazione del       governo in carica. Attraverso un uso selettivo dei dati e una retorica       moralizzante, il dibattito politico viene spostato dal confronto sui       risultati concreti a una contrapposizione ideologica, nella quale il       governo è rappresentato come intrinsecamente inadeguato o ostile agli       interessi dei più deboli.       In questo modo, il racconto politico diventa uno strumento di lotta più       che di comprensione, contribuendo a un clima di sfiducia permanente e a       una semplificazione del discorso pubblico che penalizza l’analisi       razionale e il confronto democratico.              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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