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|    Message 438,496 of 438,665    |
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|    Re: Il regalino di Mattarella    |
|    19 Feb 26 17:21:31    |
      From: nobtris@riixl.com              Il 19/02/2026 14:07, tattoo ha scritto:       > Mattarella si presenta (a sorpresa) al plenum del Csm e lo difende:       > «Serve rispetto per questa istituzione». Dietro le parole felpate       > l’attacco a Nordio (che abbozza) e soprattutto la discesa in campo del       > Colle sul referendum.C’è stato un tempo in cui il presidente della       > Repubblica minacciava di mandare i carabinieri a Palazzo dei       > Marescialli. Un reparto in assetto antisommossa al comando di un       > generale di brigata schierato in piazza Indipendenza, a Roma, di fronte       > alla sede del Consiglio superiore della magistratura, pronto a       > intervenire nell’aula nel caso in cui il Csm avesse deciso di tenere una       > seduta per censurare l’operato del presidente del Consiglio.       > Naturalmente, il capo dello Stato che ha avuto il coraggio di       > contrapporsi così perentoriamente alla deriva politica dell’organo di       > autogoverno delle toghe non è Sergio Mattarella, ma Francesco Cossiga.       > Il «Picconatore» si oppose alla pretesa di trasformare il Consiglio       > superiore in una specie di terza Camera dello Stato e ritenne che       > l’intervento a gamba tesa di un ristretto gruppo di magistrati nei       > confronti del capo del governo fosse ai limiti dell’insurrezione e al di       > fuori dei poteri previsti dalla Costituzione. Ma appunto quella di       > Cossiga fu un’azione che appartiene a una stagione passata, perché       > adesso, qualsiasi cosa faccia o decida il Csm non trova un altolà da       > parte del Quirinale, ma semmai un via libera. Lo si è visto anche ieri,       > quando a sorpresa Mattarella ha deciso di partecipare al plenum del       > Consiglio superiore della magistratura. Pur essendone il presidente, il       > capo dello Stato non è mai stato presente alle riunioni dell’organo di       > autogoverno. I suoi interventi del resto sono limitati alle occasioni in       > cui il Colle ha qualche messaggio da recapitare. E ieri di certo ce       > n’era uno importante, da rendere noto proprio nel mezzo della polemica       > politica in vista del referendum. Ma Mattarella non è andato a Palazzo       > dei Marescialli per rimettere in riga le toghe e per ribadire che al       > pari di tanti altri anche i magistrati sono servitori dello Stato, i       > quali pur se tutelati da indipendenza e autonomia garantita dalla       > Costituzione devono rispettare e applicare le leggi della Repubblica.       > No, il presidente ha voluto presiedere il plenum per ribadire il suo       > sostegno all’organismo di autogoverno dei magistrati, ma soprattutto per       > dare una botta al governo, che proprio in questi giorni è impegnato in       > una campagna referendaria sulla riforma della giustizia.Il capo dello       > Stato non ha sentito il bisogno di replicare al procuratore capo di       > Napoli, Nicola Gratteri, il quale ha detto che massoni, indagati e       > imputati voteranno Sì alla riforma, arruolando dunque nel malaffare       > chiunque non si opponga come lui alla separazione delle carriere. No, il       > presidente non ha trovato nulla da ridire sul fatto che un importante       > magistrato considerasse pendagli da forca coloro che non si intruppano       > nella battaglia dell’Anm contro la legge Nordio. Né ha invocato la       > presunzione di innocenza per chi pur indagato potrebbe essere vittima       > della giustizia e da vittima decidere che gli errori dei magistrati       > debbano essere oggetto di un procedimento disciplinare indipendente, non       > condizionato dall’appartenenza ad alcuna corrente della quale magari gli       > stessi pm e giudici facciano parte. Mattarella invece ha voluto       > sottolineare «il valore del ruolo di rilievo costituzionale del       > Consiglio superiore della magistratura», bacchettando dunque, pur senza       > nominarlo, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, colpevole di aver       > ripetuto ciò che disse un giudice antimafia come Nino Di Matteo, ovvero       > che la gestione delle nomine degli uffici giudiziari risponde spesso a       > un sistema molto simile a quello mafioso. Che altro è il Sistema emerso       > con le intercettazioni a carico dell’ex presidente dell’Anm Luca       > Palamara se non uno scambio di favori, un traffico di interessi, una       > lottizzazione della giustizia e una spartizione delle poltrone in nome       > della legge? Ma di tutto ciò Mattarella non ha parlato. Si è limitato a       > esercitare quella che i giornali hanno chiamato una «moral suasion       > energica». Nei confronti delle balle che il fronte del No sta       > propagandando, dicendo che il governo vuole mettere i pm sotto il       > controllo della politica? Macché: il richiamo energico è a Palazzo Chigi       > e al ministro della Giustizia, a cui è chiesto «il rispetto che occorre       > ribadire e manifestare, particolarmente da parte delle altre       > istituzioni, nei confronti di questa istituzione». Con le sue frasi       > felpate il presidente non dice di essere schierato in questa battaglia       > referendaria, da una parte, ossia quella dei magistrati. Ma il suo No       > anche senza essere stato pronunciato si è sentito forte e chiaro.              Ormai è alla fine del mandato. Il prossimo tra poco più di un anno sarà       nominato dal centrodestra.              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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