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|    Message 438,621 of 438,665    |
|    tattoo to All    |
|    =?UTF-8?Q?Il_Sud_supera_il_Nord=3f_Per_a    |
|    23 Feb 26 14:32:37    |
      From: tattoo@freemail.it              La politica economica di questo governo inizia a dare i suoi frutti,       niente regaliè , assistenzialismo dove necessità , la gente ha preso       coscienza che vivere senza far nulla è alienante....              di Federico Fubini              I distretti più produttivi del Sud sono nei settori ad alta crescita:       digitale, aerospazio, farmaceutica, semiconduttori, tecnologie verdi.       Anche perché dal mondo Ict molte aziende del Nord si trasferiscono in       cerca di bassi costi              Se l’essenza del giornalismo è l’uomo che morde il cane, allora è il       momento di parlare del Mezzogiorno d’Italia. Sta battendo il Nord, per       certi aspetti. Soprattutto, sta battendo il Centro del Paese. Sono       successi limitati, relativi, pieni di distinguo da fare e comunque       soggetti a conferme tra un anno o magari tra cinque. Ma sono successi       reali, misurabili, spiegabili solo in parte con una stagione       post-pandemica in cui la spesa pubblica si è indirizzata relativamente       di più verso il Sud. Sta succedendo anche qualcosa di diverso e più       interessante: da pochi anni si stanno formando isole di dinamismo       meridionale – Napoli e dintorni, Bari e dintorni, Catania e dintorni –       per certi aspetti come non se ne vedevano dagli anni ’60. Il Mezzogiorno       nel complesso da anni cresce più del resto del Paese.              Ma non è tanto questo. È che per la prima volta nella storia dell’Italia       unita certi distretti del Sud sono posizionati meglio nelle catene       internazionali del valore di certi distretti del Centro-Nord. Questi       ultimi sono tradizionalmente legati alla meccanica, all’auto,       all’integrazione analogica con una Germania che rallenta. I distretti       più produttivi del Sud invece sono relativamente più concentrati nei       settori ad alta crescita di questo secolo: digitale, aerospazio,       farmaceutica, semiconduttori, tecnologie verdi (anche qui, con dei       distinguo). E poi c’è un fatto che mi fa ripensare al libro di Thomas       Friedman del 2005 «The World is Flat» («Il mondo è piatto»). Fu       l’equivalente della «fine della storia» di Francis Fukuyama, applicata       al commercio e alle tecnologie. L’idea di Friedman era che ormai       l’economia internazionale fosse ormai un campo da gioco senza attriti,       dove sarebbe stato ovvio per un americano avere il radiologo di fiducia       a Bangalore (oggi Bengaluru) e il sarto a Shanghai. Oggi quella tesi fa       tenerezza, nell’era di Donald Trump, Vladimir Putin e Xi Jinping. Ma se       il mondo non è più piatto, l’Italia invece lo è. E una bella fetta del       mondo delle Information and Communication Technologies delle aziende del       Nord Italia – e non solo – si trasferisce verso Sud a cercare bassi       costi. Ma anche competenze elevate.              --- SoupGate-Win32 v1.05        * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)    |
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