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   tattoo to All   
   Vogliamo quantificare i centri sociali d   
   23 Feb 26 14:43:46   
   
   From: tattoo@freemail.it   
      
   I centri sociali di sinistra sono oltre 200... quelli famosi e sempre   
   citati di destra ne esiste solo 1 ( UNO ) Casapound e qualche altra sede   
   minore sparsa nel paesi   
      
   di Valentina Errante   
      
   lunedì 11 novembre 2024, 00:24 - Ultimo aggiornamento: 00:41   
      
   Una galassia non mappata e in continua evoluzione, tra nuove   
   occupazioni, dismissioni spontanee e sgomberi. Sono oltre 200 i centri   
   sociali che hanno sede in palazzi abbandonati e non, comunque occupati,   
   in Italia: dove la gestione collettiva degli spazi prevede non soltanto   
   iniziative sociali e culturali, ma è caratterizzata dal forte   
   antagonismo politico. Ed è il popolo dei centri sociali finito,   
   soprattutto a Torino al centro di inchieste della procura, ad essere   
   spesso protagonista di scontri con le forze dell’ordine. Anche per la   
   frequente organizzazione di cortei e manifestazioni di protesta. Ma i   
   gruppi estremisti (e le occupazioni) non sono un fenomeno che riguarda   
   soltanto la sinistra antagonista, la sede storica di CasaPound è in un   
   palazzo occupato nel dicembre 2003.   
   A sinistra   
      
   Dal Leoncavallo a Milano, nato nel ‘75, al Forte Prenestino a Roma,   
   sorto poco più di dieci anni dopo. Poi Torino, con El Paso e Askatasuna,   
   il Pedro a Padova. E a Bologna Labas, centro sociale Tpo. Sono questi,   
   ma solo alcuni, i principali centri sociali, spesso al centro di   
   polemiche e scontri politici. Il verbo è l’autonomia rispetto alle   
   istituzioni ma anche l’iniziativa politica su temi caldi (come   
   l’emergenza abitativa, la guerra in Medio Oriente, la riforma della   
   scuola e delle università).   
   A Roma molte polemiche hanno riguardato Spin Time, un palazzo   
   dell’Inpdap occupato da Action a scopo abitativo, che è sede di un   
   giornale e nel quale vengono organizzate iniziative culturali e   
   politiche e dove vivono 500 persone (un quinto sono minori).   
   L'edificio è nella lista, periodicamente aggiornata dalla prefettura,   
   delle occupazioni da sgomberare con priorità. Molti dei centri sociali   
   sono diventati punti di riferimento per giovani (e non solo), hanno   
   radio di riferimento (da Radio Blackout di Torino a Radio Onda d’urto di   
   Brescia e Radio Onda Rossa di Roma). Il rapporto tra centri sociali e   
   forze di polizia è stato (ed è) prevalentemente di scontro, spesso assai   
   aspro. E, a seconda del colore politico delle giunte, si va dal dialogo   
   alla demonizzazione. A Torino, ad esempio, Askatasuna, attivo dagli anni   
   ’90 in un ex asilo occupato, fulcro di attività sociali e di eventi   
   culturali e musicali, politicamente impegnato su molti fronti (dalla   
   lotta per la casa all’opposizione al Tav), simbolo di una forte carica   
   antagonista e sempre in prima linea nelle manifestazioni cittadine, è   
   stato oggetto di una delibera comunale. Lo scorso 30 gennaio, la giunta   
   ha approvato una delibera con la quale lo stabile occupato viene   
   individuato come “bene comune” da assoggettare a un “governo condiviso”   
   con un gruppo informale di cittadini che rappresenta anche degli attuali   
   occupanti. Una decisione che ha dato il via a una fase di   
   “co-progettazione”, finalizzata a mettere l’edificio in condizioni di   
   sicurezza e di maggior agibilità per attività sociali, culturali e   
   ricreative utili al territorio. Un processo di legalizzazione in qualche   
   modo. Non è la prima nel panorama nazionale, perché operazioni analoghe   
   sono state messe in atto, negli anni scorsi, anche a Milano e a Napoli.   
   Destra   
      
   L’emblema delle occupazioni di gruppi di estrema destra o neofascisti è   
   quella dell’edificio dell’Agenzia del Demanio, di via Napoleone III a   
   Roma. Il palazzo di sei piani a due passi dalla stazione Termini è   
   diventato il quartier generale di CasaPound, che fa risalire la sua   
   nascita proprio a quel momento. Nel 2020 la procura ha ottenuto dal gip   
   il sequestro preventivo dell’immobile con un provvedimento che ordina il   
   recupero dell’edificio in relazione a una doppia indagine dei magistrati   
   capitolini: per occupazione abusiva di associazione a delinquere   
   finalizzata all’istigazione all’odio razziale. Ma nel panorama sono   
   presenti anche CasaMontag, via Tiberina, Sezione del Blocco Studentesco,   
   Il cerchio e la croce, Circolo Futurista Casalbertone, Area 19, Foro 753   
   (nuovo) che fa capo ad Azione giovani e nel 2007 il Comune di Roma ha   
   “regolarizzato” con l’assegnazione, dopo lo sgombero di un immobile   
   occupato in via Capo d’Africa a Roma con l’assegnazione di uno stabile a   
   un passo dal raccordo anulare, Casa d'Italia Colleverde. Realtà analoghe   
   a Latina, dove CasaPound ha istituito la propria sede in un palazzo   
   dell’Enel, a Guidonia e a Catania, dove, nel quartiere Cibali, i   
   militanti di Spazio Libero Cervantes occupano l'ex Circolo Didattico XX   
   Settembre. Al momento unica “occupazione non conforme”, come la   
   definiscono gli stessi militanti, nel Sud Italia.   
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    * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)   

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