home bbs files messages ]

Forums before death by AOL, social media and spammers... "We can't have nice things"

   it.politica      Italian politics      438,665 messages   

[   << oldest   |   < older   |   list   |   newer >   |   newest >>   ]

   Message 438,635 of 438,665   
   tattoo to All   
   Parenzo sta scoprendo il fascismo rosso    
   23 Feb 26 19:37:52   
   
   From: tattoo@freemail.it   
      
   David Parenzo al Secolo: “Costretto a presentare il mio libro di   
   nascosto, gli antagonisti hanno coperture in Parlamento”   
      
   Politica - di Gabriele Caramelli - 23 Febbraio 2026 alle 18:13	   
      
   «È sempre la stessa storia, la tragedia sta diventando una farsa».   
   Queste le parole di David Parenzo, che al Secolo d’Italia ha rilasciato   
   un’intervista sulle minacce ricevute dagli organizzatori della   
   presentazione del suo libro “Lo scandalo Israele” a Padova. Alla fine la   
   conferenza c’è stata, anche se con parecchie difficoltà: i promotori   
   hanno dovuto cambiare per ben due volte la località dell’evento,   
   contattando i partecipanti autonomamente senza rilasciare informazioni   
   sull’indirizzo online. Più che di ritorno della stagione di odio   
   politico, per lui si è trattato di «un’idiozia che viene portata avanti   
   da gruppi antagonisti che hanno coperture in una parte della sinistra   
   parlamentare. Mi dispiace vedere che Emanuele Fiano venga attaccato   
   dalla segretaria dei Giovani democratici, ad esempio, che poi appartiene   
   al suo stesso partito. Lo trovo veramente singolare».   
      
   Quanto alla morte di Quentin Deranque, il giovane di destra massacrato   
   di botte dagli antifascisti a Lione, che il conduttore de L’aria che   
   tira ha fornito alcune deduzioni e collegamenti con un altro omicidio   
   che si è consumato da poco oltreoceano: ««È come quello che è successo a   
   Charlie Kirk. Quelli che hanno aggredito Quentin sono dei criminali che   
   usano la parola antifascista per classificarsi: io lo sono e non ho mai   
   alzato le mani su nessuno. Chi trasforma questa parola in una militanza   
   che porta alla violenza è aberrante anche per quelle idee che dice di   
   sostenere». Poi ha ribadito: «Alcuni di questi movimenti antifa sono   
   violenti, non c’è ombra di dubbio. Pensano di avere il diritto di   
   spaccare la testa a qualcuno solo perché non la pensa come loro».   
      
   Come ti sei sentito dopo aver presentato il libro in una location segreta?   
      
   «È sempre la stessa storia, la tragedia sta diventando una farsa. Ormai   
   è diventato una specie di format per me e lo dico perché lavoro in   
   televisione. La mia stessa sorte è toccata a tanti altri come Maurizio   
   Molinari e ad Emanuele Fiano. La prima volta ho subito una contestazione   
   mentre ero in compagnia dei ragazzi di Azione universitaria a La   
   Sapienza per l’8 marzo. Fui cacciato dai “sinceri democratici” di   
   estrema sinistra che occupano gli spazi dell’università come se fosse   
   casa loro. Stavolta, invece, a Padova ci sono stati dei problemi fin   
   dall’inizio: in prima battuta gli organizzatori avevano richiesto un   
   accredito tramite email, perché temevano delle proteste. Poi la sala   
   predisposta è stata ritirata, a seguito di alcune lettere di protesta,   
   perché secondo qualcuno io sarei uno che nega il genocidio palestinese.   
      
   Di conseguenza, i promotori dell’evento hanno dovuto trovare un altro   
   luogo in una zona periferica della città dove c’erano dei centri   
   culturali islamici. Lì è sorta un’altra problematica, perché si temeva   
   che qualcuno potesse danneggiare le vetrine oppure vendicarsi nei giorni   
   seguenti. Così abbiamo dovuto fare l’evento in un altro posto, senza   
   pubblicare l’indirizzo e contattando telefonicamente i 120 partecipanti   
   per consentirgli di venire ad ascoltare la presentazione».   
      
   Credi che in Italia stia tornando una stagione di odio politico?   
      
   «Secondo me c’è un’idiozia che viene portata avanti da gruppi   
   antagonisti che hanno delle coperture in una parte della sinistra   
   parlamentare. Mi dispiace vedere che Emanuele Fiano venga attaccato   
   dalla segretaria dei Giovani democratici, ad esempio, che poi appartiene   
   al suo stesso partito. Lo trovo veramente singolare. Io faccio il   
   giornalista e mi considero un “riformista senza casa” in questo momento.   
   Tengo a precisare che a sinistra, sulla questione iraniana, stanno tutti   
   in silenzio: eppure sono morte circa 35mila persone in due giorni. Non è   
   partita neanche una flottiglia in aiuto di chi sta soffrendo per il   
   regime islamista, nemmeno una zattera o un pedalò.   
      
   A sinistra c’è sempre una gran voglia di criticare l’Occidente come se   
   fosse il male e che è assolutoria nei confronti di alcuni regimi e Paesi   
   che non sono democratici. Non occorre essere per forza di destra per   
   dire che dobbiamo ritrovare un orgoglio europeo e occidentale.Leggendo   
   Roger Scruton, ho trovato illuminante e condivisibile ciò che lui ha   
   detto rispetto all’Occidente, che si differenzia da altri Stati per la   
   capacità di discutere i problemi, analizzarli e di processarli. Poi non   
   sono d’accordo con l’impianto delle sue idee, visto che era un   
   conservatore, ma quel che ha detto era giusto. Ho anche apprezzato   
   l’accoglienza che Giorgia Meloni ha riservato al presidente dell’Anp Abu   
   Mazen ad Atreju, per costruire un dialogo. Nonostante ciò, sono convinto   
   che non basti più parlare di due popoli e due stati, ma di due   
   democrazie che possano coesistere».   
      
   Cosa pensi dell’omicidio del giovane Quentin Deranque a Lione, pestato a   
   morte dagli antifascisti?   
      
   «È come quello che è successo a Charlie Kirk. Quelli che hanno aggredito   
   Quentin sono dei criminali che usano la parola antifascista per   
   classificarsi: io lo sono e non ho mai alzato le mani su nessuno. Chi   
   trasforma questa parola in una militanza che porta alla violenza è   
   aberrante anche per quelle idee che dice di sostenere. Alcuni di questi   
   movimenti antifa sono violenti, non c’è ombra di dubbio. Pensano di   
   avere il diritto di spaccare la testa a qualcuno solo perché non la   
   pensa come loro. Basti pensare ad Askatasuna che è un movimento   
   violento: l’abbiamo visto con le manifestazioni No tav e con le recenti   
   violenze verso la Polizia. Per fortuna la situazione odierna non è   
   uguale a quella degli anni ’70, dove la violenza politica era molto più   
   forte e aveva la complicità di una certa borghesia».   
      
   --- SoupGate-Win32 v1.05   
    * Origin: you cannot sedate... all the things you hate (1:229/2)   

[   << oldest   |   < older   |   list   |   newer >   |   newest >>   ]


(c) 1994,  bbs@darkrealms.ca